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Jobs Act, migliaia di lavoratori in piazza con Cgil e Uil

di Felicia Buonomo
Jobs Act, migliaia di lavoratori in piazza con Cgil e Uil

I conteggi di Cgil e Uil parlano di 15mila manifestanti, la metà per altre fonti. Alte le percentuali di adesione nelle aziende

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L'appello a fare sentire la propria voce contro il Jobs Act e la legge di stabilità del governo ha sortito gli effetti sperati.

Ieri mattina anche Modena è stata invasa del serpente umano formato dai lavoratori e sindacalisti della Cgil e della Uil per lo sciopero generale.

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I sindacati parlano di oltre 15mila persone (anche se fonti non sindacali parlano al massimo di 7mila presenze). Il corteo è partito da via Emilia Ovest per diramarsi lungo le vie del centro fino ad approdare in piazza Grande, dove si sono tenuti i consueti interventi dei rappresentanti sindacali che ha visto insieme Cgil e Uil.

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«Siamo qui – ha affermato dal palco Tania Scacchetti, segretaria provinciale Cgil Modena – per difendere il diritto al lavoro, a rivendicare i diritti per la crescita e la democrazia del Paese. Lo facciamo con la dignità di chi lotta in modo pacifico, con la fermezza di chi conduce una battaglia giusta. Lo diciamo al governo che deve sapere che noi non proclamiamo scioperi a prescindere. Il consiglio che diamo al governo è di studiare la storia del nostro Paese e imparare cosa ha significato per la storia della democrazia il movimento dei lavoratori e pensionati, che hanno costruito la crescita. Lo sciopero è un segnale forte, il più forte che potevamo dare».

Cgil e Uil sono molto critici verso il Jobs Act «che cancella i diritti con le modifiche agli articoli 4-13-18 dello Statuto dei lavoratori (licenziamenti illegittimi, demansionamento, controllo a distanza), non elimina il precariato, anzi il contratto a tutele crescenti sembra essere proprio la 47esima forma di contratto, e non prevede risorse sufficienti per rendere universali gli ammortizzatori sociali». Preoccupazione, ad esempio, è stata espressa sulla cassa integrazione in deroga destinata ad aziende artigiane - commercio - piccole imprese, che al momento è rifinanziata solo per 5 mesi nel 2015 (per esaurirsi nel 2016), mentre è stata ampiamente utilizzata in questi anni di crisi per tutelare molti lavoratori non coperti dagli ammortizzatori standard.

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«Non è riducendo i diritti che si risolvono i problemi – aggiunge Luigi Tollari, segretario provinciale Uil Modena – Il governo dovrà ascoltarci, confrontarsi con noi su questi temi, perché dobbiamo ridare certezze ai lavoratori, ai giovani. Non possiamo accettare che i diritti vengano messi in secondo piano».

I numeri sull'adesione forniti dal sindacato parlano di uno sciopero inequivocabilmente riuscito, «fra i più riusciti degli ultimi dieci anni», dicono da Cgil e Uil. Non sono mancati i disagi alla viabilità, oltre che nelle scuole, come alle Paoli di Modena, per l'adesione all'iniziativa di lotta da parte di bidelli e insegnanti. Il sindacato parla di adesione allo sciopero nei luoghi di lavoro che mediamente si è attestata intorno al 60-70%, con punte anche del 90% e 100%. Solo per citarne alcune, fra le aziende metalmeccaniche adesioni all’Angelo Po del 70%, alla Goldoni 90%, Maserati 60%, Caprari 70%, Cnh 70%; nei servizi e commercio, n Cna adesioni al 60%, Coop Estense 50%, Cir 80%, Autogrill 90%; nelle ceramiche all’Atlas Concorde adesioni dell’85% e alla Caesar 65%, Florim 75%, Ricchetti 70%, Cercol 65%. Nel distretto ceramico il totale è del 65%.

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