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Blitz nel covo dei ladri: «Sembrava armato, ho dovuto sparare»

di Stefano Totaro
Blitz nel covo dei ladri: «Sembrava armato, ho dovuto sparare»

L’agente intervenuto: tolta la luce, i due si sono gettati dalla finestra. Rientrati in casa dalla grondaia sono di nuovo fuggiti

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«Si erano appena buttati dalla finestra e ce li siamo trovati davanti. Tutto una questione di attimi e praticamente tutto di corsa: uno dei due si è immediatamente girato verso di me e ha fatto il gesto di estrarre un’arma da una fondina o dai pantaloni. A quel punto io ho urlato «Fermi! Polizia». Ho estratto la mia arma e ho sparato due colpi in aria, in rapida successione».

Così l’agente della Volante che giovedì ha partecipato al blitz nel covo dei ladri albanesi in via Arenzano verso le 19. In pochi minuti spari, inseguimenti, irruzioni, banditi che si gettano due volte dalla finestra. E alla fine un po’ di refurtiva recuperata e la consapevolezza di aver stroncato un giro, di aver messo mano ad una banda e che presto qualcuno verrà consegnato alla giustizia. E per lo meno, per un po’ smetterà di flagellare le case dei modenesi.

Dopo i due spari tutto finito? Nemmeno per idea. Ma torniuamo un attimo indietro.

Gli agenti della Volante si trovavano in zona tra le vie Arenzano, Camogli e Genova, probabilmente perché era stato segnalato un furto, qualcuno aveva notato alcuni banditi in azione. La vicinanza con il covo chiama all’azione: l’appartamento in via Arenzano era stato scoperto da qualche giorno assieme alla squadra mobile e veniva monitorato in modo stretto, anche per il fatto che ultimamente, nei vari raid nelle case modenesi, sono sparite alcune armi. Dunque si decide per il blitz: lo stabile viene come circondato. «Io e il mio collega - racconta l’agente della Volante - ci siamo messi nel retro, nei pressi della zona interna, altri della Mobile presidiavano la zona davanti, quella dell’ingresso. Sapevamo che erano in casa, al secondo piano. Abbiamo staccato la luce: Questi, esperti, hanno capito cosa stava accadendo, che era scattato il blitz e si sono lanciati dalla finestra. E mano trovato me e il mio collega. Non pedane ho sparato in aria i due, come dei gatti, si sono arrampicati sulla grondaia e sono ritornati nel loro appartamento entrando dalla finestra. E intanto era ormai in atto l’irruzione. Allora i due si sono buttati da un’ altra finestra sull’altro lato dello stabile. Qui, una volta a terra, sono stati inseguiti nella zona di via Camogli, ma erano agili e veloci».

Il covo è stato passato “ai raggi x”, come riferito dagli investigatori: l’appartamento, anonimo, in uno stabile molto popolato e in una zona con altri stabili simili, ben “camuffato dunque, è stato affittato non tanto tempo fa da un albanese che lo prestava alla banda. Era abitato da due o più persone, vi è stata recuperata refurtiva (pc, alcuni gioielli), qua e la c’era parecchia attrezzatura da scasso (martelli, piedi di porco e quant’altro). Non sono stati trovati documenti e nemmeno cellulari. I ladri usavano delle normali ricetrasmittenti per comunicare, durante il colpo, avvisi tra il palo in strada e il bandito che fruga in casa. La Scientifica ha rivelato numerose impronte, ci sono parecchi indizi nell’appartamento che lasciano ben sperare per un buon esito delle indagini.

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