Vendita di Aimag: partiti spaccati e accuse reciproche
Paolo Gelli del Pd: «Parliamone, ma no a scelte ideologiche» Gaddi dei 5Stelle: «Per i cittadini saranno solo costi e disagi»
Anche se forse tanti non se ne sono accorti, presi dai mille problemi della quotidianità, in questi mesi si gioca una partita importantissima per la città: il passaggio del controllo di Aimag dal consorzio dei Comuni (di cui Carpi fa parte), a Hera, attuale socio di minoranza.
Sul tema ci sono diverse opinioni, ma una cosa è certa: il Consiglio Comunale appare già spaccato sul tema. E non è la solita divisione centrodestra-centrosinistra. Le carte sono mescolate e i concetti espressi non sempre definiti. Tutto ciò in vista del referendum cittadino che costringerà i partiti a metterci la faccia e a schierarsi con il sì o con il no.
Sono ovviamente contrari alla vendita i 5Stelle che hanno lanciato l’idea del referendum. «Noi - dicono Eros Gaddi e Roberto Galantini - non vogliamo mettere il marchio su questa iniziativa che deve essere trasversale. Per questo motivo invitiamo tutti a far parte del comitato referendario. Detto questo siamo disponibili a qualsiasi incontro pubblico per discutere del caso Aimag. Dati alla mano non esistono vantaggi per i cittadini. Di sicuro vi saranno aumenti dei costi per i servizi e tempi incerti per le manutenzioni. Aimag ha un patrimonio eccezionale che è di proprietà dei cittadini che per decenni hanno pagato le bollette, non possiamo vendere a Hera, semplicemente non è giusto. La gente deve sapere che il Pd ha un piano che si rivelerà catastrofico».
Paolo Gelli, capogruppo del Pd, su una cosa è sicuro: che il suo partito non farà parte del comitato pro referendum.
«Noi - dice Gelli - diciamo semplicemente: parliamone. Il caso non è così semplice. Bisogna considerare gli aspetti strategici di un settore, quello dell’energia, in continua evoluzione. Non vorrei che in questo dibattito prevalesse l’aspetto ideologico sui contenuti».
«Siamo assolutamente contrari alla vendita di Aimag - sottolinea invece con forza Giorgio Verrini di Carpi Futura -. La multiutility deve restare sotto il controllo dei Comuni. Adesso l’Aimag funziona bene perché la sua vocazione è quella di fornire un servizio. Una volta entrata in Hera conterà di più fare profitti e allora addio alla centralità dell’utente. Il comitato referendario? Di sicuro lo sosterremo». A Sara Rovatti del Comitato No Amianto interessa molto l’aspetto della manutenzione e della salute. «Siamo sicuri che Hera - si chiede - si preoccuperà del fatto che le nostre condutture rilasciano amianto nell’acqua? Io non credo. Se va lenta l’Aimag a fare i lavori, figuriamoci una società quotata in borsa. Sul tema amianto nell’acqua potabile c’è poi da registrare una grave carenza di informazioni da parte dell’assessorato competente. Cosa succederà quando il Comune non avrà più competenze sull’Aimag?».
A destra troviamo due posizioni opposte. Massimo Barbi, FI: «Siamo assolutamente a favore del referendum e contrari alla vendita di Aimag. La collettività non può rinunciare alla gestione di servizi così importanti». Cristian Rostovi, Ncd: «Il referendum è inutile, anzi potrebbe avvantaggiare il Pd se l’affluenza al voto fosse scarsa. Bisogna invece puntare su incontri pubblici per divulgare i pro e i contro. Per quanto ci riguarda non abbiamo pregiudizi. Bisogna solo capire cosa è meglio per il territorio».
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