Alunno violento. E la classe resta a casa
Tensione alle De Amicis: bimbo ferisce tre compagni, l’ultimo fratturato a una gamba. I genitori insorgono con il preside
«Pretendiamo sicurezza». Siamo alla scuola elementare De Amicis, dove ieri quasi tutti i genitori di una classe hanno deciso di non fare entrare i propri figli. La scelta è stata intrapresa dopo che un bambino troppo vivace aveva fatto male a un compagno. «È la terza volta che succede quest'anno - ha spiegato la rappresentante dei genitori - ed era accaduto due volte anche l'anno scorso. Ieri un alunno è andato all'ospedale con il perone rotto. Non ce l'abbiamo con il bambino né con i suoi genitori, ma con chi dovrebbe seguirlo». «Domani sporgeremo querela - ha aggiunto un papà - gli episodi non sono solo di violenza fisica, ma anche psicologica». L'elenco fornito dai genitori prosegue: «scritte offensive, parolacce, pugni». «Mia figlia soffre d'allergia - ha detto una mamma - le si è avvicinato chiedendo di odorare la mano.
Dopo le ha detto: "Ho toccato le nocciole, spero che muori". Non si può». Un gruppo di genitori di un'altra classe ha appoggiato la manifestazione. «Riguarda anche i nostri figli - ha detto uno di loro - perché il tempo che le maestre perdono non lo possono dedicare a loro». «Una volta è andato in palestra al di fuori dell'ora di ginnastica - ha riferito un'altra mamma - e ha tirato una pallonata in faccia a un bambino». I genitori hanno consegnato una lettera in segreteria per spiegare il loro "sit-in". «Devono essere presi provvedimenti immediatamente», hanno scritto alla fine. Le mamme e i papà hanno atteso fuori un rappresentante delle istituzioni. La prima ad arrivare è stata la vicepreside, Vincenza Toto. «Il diritto alla sicurezza e il diritto del bimbo di andare a scuola vanno in parallelo - ha sostenuto Toto - compiremo nuove valutazioni già da domani. In classe ci sono una maestra di sostegno, un educatore e le maestre.
Garantiamo trentadue ore, cinque in più delle normali ventisette. Con l'educatore il rapporto è da rivedere». All'incontro c'era anche una mediatrice. «Anche il bambino è in una posizione estremamente difficile - ha detto ai genitori - trovandosi solo in classe». «I nostri non lo sono?», ha ripreso una mamma. «La situazione è cambiata quest'anno», ha ripreso la vicepreside. «In peggio», ha commentato un papà. Il confronto è proseguito serrato per circa un'ora, poi è arrivato il dirigente scolastico. Il preside Vaccari ha incontrato i genitori all'interno. «Abbiamo chiesto da tempo una figura maschile come educatore - ha spiegato Vaccari - per avere una maggiore autorevolezza.
A settembre c'è stata assegnata una figura con titoli più elevati rispetto a quelli richiesti. Tuttavia le criticità non sono ancora risolte. Domani ci sarà un confronto molto netto, in cui valuteremo anche l'ipotesi della sostituzione. Parleremo altresì con la famiglia del bambino su come gestire il tempo scolastico della classe. Serve la massima tranquillità e creare un team con chiunque verrà». «Saremo più tranquilli quando i provvedimenti verranno presi - ha concluso la rappresentante - come segno di fiducia abbiamo deciso, non all'unanimità, di fare entrare i nostri figli domani. Di sicuro andremo al Provveditorato».
IL PRECEDENTE Lo "sciopero" dei genitori non è una novità. Quest'anno è andato in scena anche in un'altra elementare di Modena: l'Anna Frank-Marconi. Lunedì 10 novembre un gruppo di papà e mamme ha deciso di non fare entrare i figli a scuola per protestare contro un alunno troppo vivace. Era intervenuta la preside, Maria Teresa Collaro, esortando qualche genitore a tornare sui suoi passi. Dopo qualche giorno si è tenuto un incontro con tutti gli insegnanti del plesso Marconi. Il dirigente scolastico ha rassicurato gli animi spiegando che era stata individuata una «soluzione condivisa». Una frase che non aveva sortito, tuttavia, gli effetti sperati. Alcuni genitori hanno chiesto un incontro al Provveditorato, dicendosi pronti a valutare un'azione legale. Nell'occasione era stato detto che le maestre «hanno le mani legate». (g.f.) Gabriele Farina
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