L’incubatore del successo
Ci dirà il tempo se la data di ieri potrà essere ricordata come un passaggio importante per lo sviluppo di Modena, oppure se l’inaugurazione del Tecnopolo rimarrà una delle tante...
Ci dirà il tempo se la data di ieri potrà essere ricordata come un passaggio importante per lo sviluppo di Modena, oppure se l’inaugurazione del Tecnopolo rimarrà una delle tante passerelle istituzionali. L’incubatore di ricerca e tecnologia figlio dei fondi pubblici, a partire da quelli regionali, e delle competenze universitarie è lo strumento che si pone come ponte verso il futuro per il sistema produttivo modenese. Una casa comune, destinata a mettere in contatto gli spin off dell’ateneo con le imprese: quelle che nascono e cercano di decollare in una competizione globale sempre più aspra; quelle che non si fermano ai risultati raggiunti, ma sanno che solo con l’innovazione costante si possono fronteggiare i mercati e anche i marosi delle crisi.
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C’è anche un valore simbolico nel nuovo complesso di via Vignolese. Ciò che si aspetta Modena è che dai laboratori di meccanica, scienza della vita e Ict arrivino gli impulsi vitali per restituire eccellenza a un territorio che negli ultimi tempi ha faticato a fare sistema, a valorizzare a dovere le scommesse e le esperienze di chi ha rischiato in proprio per creare nuovo lavoro, a identificarsi con coraggio e orgoglio in un sentire comune: quella che il presidente degli industriali Caiumi di recente ha sintetizzato nella sensazione di una deriva verso la mediocrità. Che non di Modena, né è da Modena. Ma da cui non ci si sottrae se sapere e impresa, se governo pubblico e iniziativa privata non imparano a definire strategie comuni e a perseguirle con ostinata e caparbia visione di un obiettivo. Se questo non succederà, se il Tecnopolo sarà considerato un punto d’arrivo e non la partenza di un nuovo cammino, se da incubatore si declasserà nei fatti a semplice contenitore (di ottime cose, per carità, ma non diversamente da tante altre occasioni sprecate nel tempo), allora ci andrà di mezzo un po’ del futuro di Modena. A partire dalla convinzione di saper ancora esprimere sviluppo e primato, conquista e crescita: per non accontentarsi di essere, comunque, una delle capolista del buon vivere in qualche classifica, ma per fare ancora un po’ meglio, come in passato si è spesso fatto. Alla modenese.
@engraz
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