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Nasce il nuovo Tecnopolo, dove le imprese trovano le idee

di Davide Berti
Nasce il nuovo Tecnopolo, dove le imprese trovano le idee

Inaugurata la struttura nel campus di Ingegneria. Qui le aziende potranno cercare finanziamenti e, grazie agli scienziati dell’ateneo, opportunità con un solo fine per il rilancio: innovare IL VIDEO Parliamoci: L'incubatore del successo

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Ieri era il giorno delle celebrazioni, il classico punto di arrivo di un cammino che deve iniziare. Ma prima di tutto, assistendo alla vera inaugurazione del nuovo Tecnopolo di Modena, la prima parola da pronunciare è senza dubbio “finalmente”.

Finalmente perché da troppo tempo si parlava di Tecnopolo, prima confinato nel progetto di Spilamberto - come qualcuno anche ieri mattina ricordava - e oggi dove deve stare: dentro al campus universitario che fa della ricerca la sua missione principale. Accanto ad ingegneri e scienziati, tra chi studia materiali e chi le cellule staminali, dove i laboratori sono come un luogo sacro e dove soprattutto le imprese possono toccare con mano ciò che l’università sta facendo, si spera, anche per loro.

È per questo che nel nuovo Tecnopolo, per una volta, gli imprenditori erano più dei politici. Non che la politica non abbia meriti attuali o sia esente dai ritardi del passato. Ma quello che è certo oggi è che la differenza, da ora in avanti, la devono fare le aziende. Ora sta a loro dettare i tempi, sfruttare questa cittadella del sapere concreto, del pensiero che trova quella applicazione pratica che da sempre è riconosciuta all’Emilia. E, oggi più che mai, in un contesto dove l’innovazione è alla base della ripresa economica, è necessario che tutto questo funzioni e che le sollecitazioni delle aziende vengano tradotte da un’università che, se vuole crescere, deve per forza entrare di prepotenza nel territorio. E la strada per uscire dal campus è quella tracciata da ieri.

Trecento ricercatori al lavoro, una decina di spin off universitari, ma soprattutto porte aperte alle imprese. È il Tecnopolo di Modena, il luogo pensato dalla Regione per far incontrare le aziende e i laboratori universitari, generando innovazione e quel salto di qualità di cui il nostro tessuto produttivo ha bisogno per rafforzare la propria competitività e agganciare stabilmente la ripresa.

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Il Tecnopolo, uno degli 11 che faranno parte della Rete Regionale Alta Tecnologia, è stato inaugurato all'interno del Campus di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell'Università degli Studi di Modena. Ha richiesto un investimento pari a 5,7 milioni di euro coperti grazie al finanziamento europeo messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, all'impegno e alla disponibilità dell'Ateneo e al sostegno di Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Dal Tecnopolo si potrà avere accesso ai laboratori dei centri interdipartimentali Intermech-More per la meccanica avanzata, Softech-Ict per le tecnologie dell'informazione e al Centro interdipartimentale di Medicina Rigenerativa e Cellule Staminali “Stefano Ferrari” (Cidsistem), contiguo alla nuova struttura aperta ieri. All'interno del Tecnopolo, comprendente anche spazi ricavati dall'ampliamento dei Laboratori Pesanti del Dief, avranno sede anche un incubatore per spin off universitari e la Fondazione Democenter, cui spetterà il compito di accogliere le imprese per comprenderne i bisogni e individuare finanziamenti e opportunità per darvi risposta.

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«La realizzazione della struttura che ospita il Tecnopolo di Modena - afferma il Rettore dell'Università di Modena Angelo Andrisano - rappresenta in questo momento il contributo più significativo che le istituzioni possono dare alla crescita del territorio ed al sistema delle sue imprese. In questo spazio trovano sede alcune delle eccellenze che hanno distinto Unimore nel campo della ricerca industriale e tecnologica e della medicina. Avere una struttura che sia un incubatore di spin off e start up di impresa è un'operazione di grandissimo rilievo e strategica per il rilancio dei territori. Nel Tecnopolo trovano sintesi importanti e validi progetti di ricerca che, insieme alle imprese, stiamo portando avanti con personale strutturato e giovani ricercatori, chiamati a confrontarsi sulle problematiche connesse allo sviluppo dei processi, alla qualificazione dei prodotti ed all'apertura di nuove frontiere della tecnologia. L'obiettivo di questo, che sarà il più grande laboratorio di ricerca di tutta la provincia, è aiutare le imprese ad essere più competitive».

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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