Gazzetta di Modena

Modena

la manifestazione

Questura, presidio anti Bossi-Fini

Questura, presidio anti Bossi-Fini

La protesta degli stranieri contro le lungaggini per avere i permessi

2 MINUTI DI LETTURA





Una trentina gli stranieri davanti alla questura con cartelli e striscioni contro i ritardi, gli inghippi burocratici, contro la legge Bossi-Fini, contro le ingiustizie che devono quotidianamente sopportare per un semplice rinnovo di un loro documento, per aver ciò che a loro spetta per legge. A presenziare la protesta i membri del Coordinamento migranti, provenienti per lo più da fuori Modena. Con loro anche alcuni anarchici, con megafono, protagonisti degli scontri dell’altra notte a Formigine. Una delegazione dei manifestanti migranti è anche stata ricevuta dai vertici della Questura per un rapido confronto.

«Noi migranti di Modena e provincia abbiamo deciso di scendere in piazza per prendere parola contro le male pratiche della questura di Modena – si legge sul volantino distribuito dai manifestanti - Sappiamo che saremo liberi di muoverci e costruire il futuro nostro e dei nostri figli soltanto quando avremo abolito la legge Bossi-Fini, Sappiamo però anche che la questura gestisce le pratiche di rinnovo del permesso, la concessione della carta di soggiorno e i ricongiungimenti familiari rendendo sempre più difficile la nostra permanenza in questo Paese». «Non accettiamo che, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, la questura rilasci permessi della durata di un anno, mentre la legge prevede fino a 2 anni. Non accettiamo che, con un contratto di lavoro di 2/3 mesi, la questura rilasci un permesso per attesa occupazione invece di un regolare permesso di lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google