Ricostruzione, via libera al primo stralcio dei lavori
Sisma: sui 1500 edifici vincolati le regole più rigide mantenute solo per 1175 Arrivate 27 osservazioni dai cittadini. Le opposizioni: «Troppi tecnicismi inutili»
Il consiglio comunale ha approvato il primo stralcio del piano della ricostruzione, adottato il 21 maggio scorso.
Sui 5000 edifici presenti in zona extraurbana, 1500 alla data del sisma risultavano vincolati. Con il primo stralcio, invece, il vincolo viene mantenuto per il 78 % degli edifici (1175 su 1500). Le osservazioni giunte sono 28: una proveniente dall'ufficio tecnico e 27 da cittadini coadiuvati da tecnici. Di queste, 10 riguardavano l'eliminazione del vincolo di tutela dagli edifici (3 accolte, 2 parzialmente accolte e 5 rigettate), 11 le modifiche alle norme di attuazione del PRG (8 accolte o parzialmente accolte, 3 respinte), 3 (accolte) relative ad edifici non soggetti a tutela e 3 ritenute non pertinenti al piano della ricostruzione.
Sono inoltre pervenute 366 pratiche Mude: 205 hanno ottenuto l'assegnazione del contributo, 55 sono in fase istruttoria, 86 stanno iniziando la presa in carico e 20 sono state rigettate. Ammontano invece a 349 le dichiarazioni di impegno, a 37 milioni i contributi autorizzati ed a 16 quelli effettivamente erogati. Ma l'approvazione non è stato un passaggio scontato.
La maggioranza ha accettato anche le osservazioni giunte fuori termine, ossia dopo i trenta giorni decorsi a partire dalla pubblicazione, datata 18 giugno. La discussione è iniziata quando sono state lette, una ad una, le osservazioni con le relative controdeduzioni, con un primo scambio di accuse tra PD e 5 Stelle. Argomenti spesso zeppi di tecnicismi e riferimenti normativi, e le opposizioni l’hanno sottolineato.
«Non c'è stata la possibilità di approfondire il tema, che influirà e non poco sul futuro di Carpi - attacca Cristian Rostovi (Ncd) - Non mi prendo la responsabilità di votare una cosa che non conosco». Monica Medici (M5S) accusa invece la maggioranza di fare “melina” per limitare la partecipazione dei cittadini: «Per un non addetto ai lavori sarebbe stato impossibile presentare un'osservazione pertinente - spiega - Senza contare che le norme sono vaghe, opinabili e scritte in burocratese». Punto condiviso anche da Roberto Benatti (FI), che ribadisce il suo voto contrario sottolineando come «la vaghezza e l'ambiguità generino una pericolosa discrezionalità». Anche Giorgio Verrini (Carpi Futura) esprime il proprio dissenso: «Noi abbiamo presentato un'osservazione ma siamo stati liquidati con poche righe».
Boni e Lodi (Pd) calmano le acque e respingono al mittente le critiche: «Stiamo parlando del primo stralcio, certi discorsi sono del tutto fuori luogo. Il piano è stato redatto da persone competenti, ed il fatto che siano giunte solo 28 osservazioni testimonia la bontà del lavoro svolto».
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