Casa a fuoco, paura in via Barozzi
L’incendio causato da un corto circuito nel seminterrato. Molte famiglie in strada e lievi intossicati
«Ho trovato la porta chiusa e mi sono detto: qui è finita». Un incendio divampato nella notte tra sabato e ieri ha provocato attimi di panico nel palazzo di via Barozzi 242. Quattro persone, due uomini e due donne, hanno fatto ricorso alle cure dei sanitari per lievi sintomi di intossicazione da fumo. Ma nessuno di loro è stato ricoverato. Il rogo si è sviluppato in un seminterrato poco prima della mezzanotte. Secondo una prima ricostruzione si tratterebbe di un cortocircuito. Dall’autoclave le scintille sarebbero divenute fiamme, mentre il fumo iniziava a salire nelle scale. «Ho sentito dei crepitii strani - ha raccontato Luca Rossi uno dei residenti nel palazzo - quindi ho chiamato il 113. Ho iniziato a scendere le scale, abito al secondo piano. Ho trovato la porta chiusa perché è elettronica. Sono uscito da dietro, con mia moglie e mia suocera. Siamo scappati perché vedevamo il fumo arrivare su dalle finestre, l’androne delle scale era già pieno zeppo. Ne abbiamo respirato un po’». La discesa delle scale è stata celere e non indolore. «Mia moglie s’è fatta male a un piede - ha ripreso Rossi - mentre scendeva ha sbattuto contro qualcosa. In quel momento l’ascensore era l’unica cosa che funzionava, ma abbiamo pensato di non prenderlo. Ci hanno portato al pronto soccorso, poi siamo tornati a casa: i nostri appartamenti sono agibili. Sembra che sia stato un cortocircuito». «Hanno parlato di un corto circuito - ha detto una residente del secondo piano - è accaduto verso le 11.30. Abbiamo deciso di rimanere dentro perché c’era tanto fumo. Ora manca la luce e l’acqua perché si sono rotti i tubi di servizio». Ieri mattina si sentiva ancora l’odore dell’incendio e l’energia elettrica non era stata ancora ripristinata. «Se ci fosse stato il gas al posto di un cortocircuito - ha ribadito Rossi - la casa sarebbe esplosa. Gli altri sono stati più fortunati, ma hanno forse rischiato di più. Quando mi sono trovato la porta d’ingresso chiusa mi sono detto: “Qui è finita”. La porta nel retro mi è venuta in mente dopo. L’ossigeno stava venendo a mancare, mia moglie mi aveva dato una maglietta bagnata, ma in quel momento non mi veniva neanche l’istinto di metterla. Cercavo solo di fare luce con il cellulare». Oltre a chi è sceso e chi è rimasto in casa c’è stato anche chi ha dovuto interrompere la fuga. «Ho cercato di venire giù - ha concluso Giorgio Vandelli, un residente al quinto piano - ma non ci sono riuscito. Sono arrivato fino al terzo, poi sono tornato su per il grande fumo che c’era. Per fortuna non ho avuto problemi». Sul luogo dell’incendio sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno lavorato ore per mettere in sicurezza i locali del seminterrato e la polizia municipale che ha provveduto a transennare la zona. Ora resta da capire con esattezza che cosa abbia provocato il corto circuito.
Gabriele Farina
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