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Il vescovo riapre S. Croce: «E adesso la Cattedrale»

di Valeria Cammarota
Il vescovo riapre S. Croce: «E adesso la Cattedrale»

Monsignor Cavina ha celebrato l’inaugurazione a 31 mesi dal terremoto con un auspicio: «Il Signore smuova i cuori di chi deve prendere le decisioni»

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La comunità la desiderava da 31 mesi, per l’esattezza e finalmente è stata esaudita. La chiesa parrocchiale di Santa Croce ha riaperto al culto ufficialmente nel pomeriggio di ieri con una solenne concelebrazione presieduta dal vescovo monsignor Francesco Cavina. L'evento ha restituito ai parrocchiani il tempio, una delle chiese meno danneggiate dal sisma, la settima a riaprire in Diocesi. Il vescovo Cavina ha ricordato come i luoghi di culto non siano fatti di soli mattoni, ma soprattutto di persone, senza le quali essi sarebbero semplici monumenti.

«Questa riapertura – ha affermato nel corso della Messa – deve diventare stimolo affinché la Chiesa risplenda sempre più. Essa merita il rispetto che si deve alle cose sacre: sia dunque luogo di preghiera e non di chiacchiericcio. Oggi chiediamo al Signore che ci doni la consapevolezza che ognuno deve fare la sua parte rimboccandosi le maniche per contribuire al futuro della Chiesa e della nostra società. Fatti di cronaca molto gravi fanno pensare che stiamo distruggendo tutto. I miracoli sono opera del Signore, a noi non resta che riprendere, fatica dopo fatica, il nostro cammino: può essere davvero difficile, ma la Fede è in grado di donare uno sguardo nuovo sulla nostra realtà».

Al termine della Messa, il vescovo ha svelato una targa commemorativa, cogliendo l’occasione per ricordare come ancora tanto sia da fare.

«Dopo lo sterminio di Auschwitz - ha chiosato il Vescovo - gli ebrei decisero che fosse giunto il momento di tornare alla propria terra, così si diedero appuntamento con queste parole: “il prossimo anno, a Gerusalemme”. Io dico «il prossimo anno, in Cattedrale. E poiché pare che le forze umane da sole non siano sufficienti, chiedo a tutti di pregare affinché chi deve muovere le carte della burocrazia si decida a farlo. Manca uno stralcio di lavoro – tanto è già stato fatto – e a nulla valgono le sollecitazioni e le pungolature: il Signore smuova i cuori di chi deve prendere le decisioni».

Don Rino Barbieri ha ringraziato quanti hanno contribuito al buon esito dei lavori, senza dimenticare i benefattori parrocchiani che, con la considerevole cifra di 70mila euro (che vanno ad aggiungersi ai 300mila stanziati dalla Regione Emilia Romagna e impiegati per i lavori di consolidamento e messa in sicurezza), hanno reso possibile il restauro dei dipinti e la tinteggiatura delle pareti dell’edificio.

«Siamo contenti quando si riaprono nuovi spazi e si riesce a restituire alla comunità i propri luoghi, siano essi di uso religioso o civile – ha detto il vicesindaco Simone Morelli, presente alla funzione - e mi unisco all’appello del Vescovo».

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