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«Mai ricevuto minacce siamo increduli e spaventati»

 «Mai ricevuto minacce siamo increduli e spaventati»

C’è ancora un intenso odore di zolfo, tipico dopo esplosioni di petardi o fuochi pirotecnici, nei locali di Umana dove una dipendente e due collaboratori, buttati giù dal letto di buon mattino causa...

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C’è ancora un intenso odore di zolfo, tipico dopo esplosioni di petardi o fuochi pirotecnici, nei locali di Umana dove una dipendente e due collaboratori, buttati giù dal letto di buon mattino causa attentato, sono impegnati a riordinare le cose spostate dalla deflagrazione che ha aperto uno squarcio nel vetro antisfondamento dell’ufficio. «Per fortuna c’era questo vetro spesso - commenta uno dei collaboratori di Umana - Fosse stato più leggero, probabilmente, si sarebbe anche potuto propagare un incendio…». Hanno poca voglia di parlare sia lui che la dipendente che nella notte ha ricevuto la telefonata dell’amministratore di Umana (undici filiali in altrettanti capoluoghi in varie regioni del nord e centro Italia) che l’avvisava dell’avvenuto attentato nel suo ufficio. «Lo hanno avvertito gli uomini della polizia intervenuti sul posto - spiega - poco dopo la scoperta dell’accaduto. Per fortuna non ci sono danni ingenti. Anche se ci sarà da sostituire la vetrata». I tre dipendenti di Umana sono increduli, mentre vedono la Polizia Scientifica impegnata a svolgere i rilievi e le misurazioni sul luogo dell’attentato. Sul marciapiede sono ancora visibili tutti i ritagli di giornale che costituivano l’involucro della bomba carta, fatta esplodere nel cuore della notte. Tutti i ritagli sono stati raccolti e portati in questura dove saranno esaminati alla ricerca di eventuali indizi utili a risalire agli autori dell’attentato. Gli investigatori non si sbilanciano in ipotesi. Nemmeno sul tipo di ordigno utilizzato, - chissà forse un “pallone di Maradona” noto fuoco pirotecnico caratterizzato da una grande deflagrazione quando esplode potenziato. Il buco aperto nel vetro è largo una decina di centimetri a testimonianza della potenza del botto. «Mai e poi mai avremmo immaginato una cosa del genere - commenta la dipendente - Non abbiamo mai ricevuto minacce. Ne per via telefonica, ne per posta o mail. Non ci risultano nemmeno situazioni analoghe nei nostri altri uffici in giro per l’Italia. Siamo increduli e un po’ spaventati». I dipendenti spiegano di non aver mai avuto problemi di alcun tipo con le persone che solitamente si rivolgono a loro per cercare lavoro o frequentare i corsi di formazione. Il tutto viene ricondotto al momento di tensione sociale che il Paese sta vivendo specie dopo le proteste legate al jobs act. Umana è solo una delle tante agenzie per lavoro temporaneo presenti in città e forse la posizione defilata degli uffici è stata ritenuta la più idonea per un attentato. La strada ha solo uffici e residenze e qualche negozio. Di notte è tutto chiuso. Videocamere non ce ne sono. L’ideale per chi vuole agire in incognito. La vicina pizzeria “La lampara” aveva chiuso alle 2.30. «Quando siamo andati a casa - commenta uno dei dipendenti - era tutto tranquillo. Mai avremmo immaginato di vedere oggi una cosa così…».

Andrea Marini

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