Nel tosone i tempi felici dell’infanzia
Della fine tumultuosa degli anni '60 ho pochi ricordi se non di baruffe studentesche viste in TV, ma ben nitido è invece il ricordo dei sabati pomeriggio in campagna con il mio amico fraterno Paolo....
Della fine tumultuosa degli anni '60 ho pochi ricordi se non di baruffe studentesche viste in TV, ma ben nitido è invece il ricordo dei sabati pomeriggio in campagna con il mio amico fraterno Paolo. Sua madre possedeva il podere di famiglia verso Marzaglia e tutti i fine settimana si consumava il rito della visita al mezzadro, a curar gli interessi rurali i grandi, a correre a perdifiato per campi e prati i piccoli.
Verso sera ansimanti ed affamati andavamo al caseificio ove si consumava l'ultimo rito prima del rientro nelle dimore cittadine. Grande e trepidante era l'attesa del responso del casaro che guardando le forme poste a far la prima riposata, decideva se era già il caso di rifilar via il Tosone oppure no. La delusione, che a onor del vero era rara, veniva compensata con una piccola deliziosa scheggia di grana che sempre si stacca al taglio a mano delle forme.
Oggi le severe norme sull'igiene e la sicurezza dei prodotti alimentari vietano la commercializzazione del tosone essendo formaggio da latte crudo con stagionatura inferiore ai 60 giorni. Come mai io e il caro Paolo siamo ancora vivi e vegeti? Fatto è che avendo il desiderio di assaporare ancora il vero tosone ho disturbato un’azienda agricola Carretti di San Giovanni in Persiceto noto anche per straordinarie e stagionature oltre i 100 mesi, e me lo sono andato a rifilare e gustare di persona.
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