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Esportazioni modenesi, un brillante 2014

Esportazioni modenesi, un brillante 2014

I dati della Camera di commercio evidenziano il buon andamento dei primi nove mesi

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Sostanziale tenuta dell'export nella provincia di Modena. Nei primi nove mesi del 2014, confrontati con lo stesso periodo dell'anno precedente, si registra una tendenza positiva (+6,1%), maggiore sia del dato regionale (+4,2%), sia di quello nazionale (+1,4%).

Sono questi i risultati elaborati dal Centro studi e statistica della Camera di Commercio modenese che ha preso in esame i dati diffusi dall'Istat. Tutte le province dell'Emilia-Romagna, tranne Forli'-Cesena (-0,5%), registrano valori positivi, con Ferrara al primo posto (+9,0%), seguita da Piacenza (+7,4%) e da Modena (+6,1%), che mantiene il secondo posto in regione dopo Bologna per volume totale di esportazioni (21,5%). Riguardo i settori economici - sottolinea lo studio - il confronto evidenzia risultati incoraggianti, con incrementi a due cifre per i 'mezzi di trasporto' (+11,1%), che ormai rappresentano un quarto dell'export provinciale, una buona performance della ceramica (+7,5%) e del biomedicale (+3,9%). L'unico settore leggermente negativo e' il tessile abbigliamento (-0,8%). Secondo la ricerca, tra le aree geografiche si registra l'exploit delle esportazioni nei 13 nuovi paesi entrati nell'Unione Europea dal 2004 ad oggi, che registrano un sensibile incremento (+19,8%), bene anche il mercato asiatico (+11,2%) e l'Africa del Nord (+10,5%).

Anche il nucleo storico della UE tiene bene (+8,8%), mentre continua il calo nelle aree che comunque sono poco significative per le aziende modenesi, come l'Africa Centro Sud (-11,2%) e il Canada e Groenlandia (-6,1%). Tra i primi dieci stati per volume di esportazioni - conclude l'esame della Cciaa modenese - rimangono al primo posto gli Stati Uniti, che pero' rallentano la loro corsa mostrando un incremento piu' modesto rispetto ai risultati precedenti (+1,4%). Bene tutti gli altri paesi europei, con in testa il Regno Unito (+19,1%), seguito dai Paesi Bassi (+9,6%) e dalla Germania (+8,0%). Rimane in classifica la Cina grazie ad una crescita pari al +7,5%, mentre continua la discesa della Russia, che perde l'1,2%.

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