Bollino antitrust solo a 3 modenesi
Zavatti di Cgil: «Poca spinta per un riconoscimento importante di legalità»
Sono solo 32 le aziende emiliano-romagnole, di cui tre modenesi (la Terme di Salvarola, la Tellure spa di Formigine e la Cpl coop di Concordia), ad avere chiesto il “bollino blu” dell'Antitrust, che premia le imprese in regola con gli obblighi fiscali, contributivi e contrattuali.
A rivelarlo è Franco Zavatti, della Cgil di Moden, coordinatore legalità e sicurezza della Cgil regionale, che rilancia il tema del rating della legalità per le imprese. «Per una ditta - dice Zavatti - avere il bollino blu dell'antitrust dovrà essere un riconoscimento capace di facilitare l'accesso agli appalti. Anche se, stranamente, non c'è ancora una grande spinta per richiederlo ed ottenerlo». In vista della ridefinizione delle norme anticorruzione, la Cgil sollecita quindi gli enti locali ad adottare negli appalti «maggiore trasparenza e sostegno al lavoro regolare ed alla leale concorrenza».
In particolare, il sindacato stila un vademecum in cinque mosse per contrastare l'illegalità: assegnare nei bandi di appalto punteggi di vantaggio per le imprese in elenco antitrust, adottare il vademecum dell'Anac-anticorruzione che indica tutte le possibili criticità ed anomalie negli appalti, a partire dal massimo ribasso e dalle offerte di comodo.
Zavatti preme anche per la costituzione di una stazione unica appaltante, in sostituzione dell'attuale frammentazione degli appalti pubblici. Si chiedono, inoltre, controlli più stringenti sui subappalti e la definizione di «una sede istituzionale di coordinamento per dare attuazione concreta e sostanziale alla legge anti corruzione».
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