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Così Iaccheri fa rivivere storia e anima del Frignano

Così Iaccheri fa rivivere storia e anima del Frignano

PAVULLO. Un racconto a 360 gradi del territorio, partendo dal passato per raccogliere le testimonianze dell'oggi guardando al domani: è questo l'orizzonte della rivista annuale “Il Frignano” giunta...

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PAVULLO. Un racconto a 360 gradi del territorio, partendo dal passato per raccogliere le testimonianze dell'oggi guardando al domani: è questo l'orizzonte della rivista annuale “Il Frignano” giunta al sesto numero, presentato a Pavullo con una certa emozione dall'editore Adelmo Iaccheri, anima di una lunga serie di pubblicazioni locali in 31 anni di libreria “La Sorgente”. Un po' perché è ancora fresco il coinvolgimento nell'intenso lavoro, un po' perché con questo volume si arriva al nuovo record di 352 pagine, 32 in più rispetto al precedente. «Pensavamo di aver raggiunto l'apice l'anno scorso ma non è stato così», ha osservato ringraziando i collaboratori. «Devo dire però che sono tutte giustificate, per l'interesse dei temi proposti con uno stile non troppo accademico, ma esauriente». E così, grazie alla presenza di diversi autori degli articoli, si sono passati in rassegna i nuovi spunti offerti da un territorio con mille sfaccettature. Si parte dalle tracce di storia lasciate dalle antiche dimore Segantini di Montecreto e Strettara, straordinari esempi di ville signorili a cavallo tra Sette e Ottocento riscoperte da Carlo Beneventi. E poi subito un tuffo nel costume, con Franca Ascari Scanabissi e Teresa Gestri Montanini che spiegano come una volta le novità della moda in Appennino arrivassero o dai villeggianti o tramite le ragazze di servizio di ritorno dalla città. Con Gionata Magnani si scopre che lo sci è sbarcato a Sestola dopo la prima guerra mondiale, probabilmente le prime paia sono state viste ai piedi dei soldati austriaci al fronte. C'è anche spazio per una goliardata, come il racconto a sfondo sessuale di Claudio Nizzi, lo sceneggiatore di Tex. Riflessioni toccanti invece nel ritratto di una figura come quella di Maurizio Carloni, grande artista – ma soprattutto uomo – che è stato prof di generazioni a Pavullo. Quindi due passaggi “più leggeri”, con Salvo Torrisi che racconta l'avventura delle radio private dal '76 al '98 e Francesco Marzani che traccia un quadro calcistico poco conosciuto di Serramazzoni, paese che ha dato i natali non solo a Luca Toni ma anche a Gianni Bui e Pietro Baisi.

E poi tanti altri affreschi storico-sociali, «per mantenere vive le nostre radici, che sono profonde», come ha sottolineato Iaccheri. Prossima presentazione, il 27 dicembre alle 21, nella prestigiosa cornice della sala consiliare di Montecreto. (d.m.)

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