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La Gibertoni “sconfitta” in Europa

La Gibertoni “sconfitta” in Europa

Il Tar boccia il ricorso contro l’esclusione dalle Ue per soli due voti

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Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso presentato da Barbara Miele, rappresentata dagli avvocati Giorgio Fregni, Marianna Caretti e Luigi Patricelli, contro l’esclusione di Giulia Gibertoni dal parlamento europeo. Si ricorderà come la consigliere regionale del Movimento 5 Stelle fu inizialmente eletta nella tornata di maggio, addirittura raggiunse Bruxelles, ma prima di insediarsi venne bloccata. Un riconteggio, infatti, assegnò il seggio a Marco Zullo, collega del Movimento, candidato come la Gibertoni nella circoscrizione Nord-Est.

Di fronte a quell’estromissione inattesa, l’attivista modenese non si scompose più di tanto - anche se non la prese bene - ma in compenso fu la Miele a chiedere l’intervento del tribunale.

Ora, a distanza di alcuni mesi, è stata depositata la sentenza che certifica come Zullo abbia il diritto di restare in Europa. Ma dalla lettura delle carte emerge anche come la ricorrente portò a sostegno della Gibertoni diverse deduzioni che riguardano le operazioni di scrutinio nel Modenese.

A Soliera, ad esempio, una rappresentante di lista del Movimento, ha dichiarato come sia stata annullata una preferenza espressa per la Gibertoni perché “per mero errore ortografico” era stato “indicato il nome Greta Gibertini”. A Modena, invece, al seggio 116 della circoscrizione 3, è stata “invalidata una chiara preferenza a favore di Giulia Gibertoni”. E ancora: due elettori hanno dichiarato di “aver votato per la Gibertoni con una grafia incerta, per impossibilità oggettiva, a causa del loro stato di infermità, esprimendo, per tale ragione, il loro dubbio circa la circostanza che il loro voto non sia stato ritenuto valido”.

I giudici del Tar, però, hanno rigettato l’istanza parlando di motivi dedotti “in forma generica o privi di allegazioni specifiche e concrete, i quali si risolvono, in definitiva, in supposizioni o illazioni tendenti ad ottenere il riesame in sede giurisdizionale”. L’unica segnalazione considerata degna di valore è quella di Livia Mosca, riguardo al seggio 116. Ma il collegio ritiene di “dover soprassedere in quanto la contestazione del voto sarebbe comunque inidonea a determinare un mutamento del risultato finale, connotato da una differenza di due voti”. Come a dire, se anche la contestazione fosse valida, Zullo avrebbe comunque vinto di un voto. (f.d.)

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