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Maxi disboscamento: non ci sarà prescrizione

di Daniele Montanari
Maxi disboscamento: non ci sarà prescrizione

Sestola. Nuova udienza al processo che vede tra gli imputati il sindaco Bonucchi Seicento faggi tagliati a fianco del percorso della seggiovia del Colombaccio

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SESTOLA. Si andrà a sentenza a maggio per il maxi disboscamento del 2010 a lato della seggiovia del Colombaccio, quella che parte da Passo del Lupo per condurre sul Cimone. Ieri si è tenuta la nuova udienza per il taglio non autorizzato di circa 600 faggi che vede imputati il sindaco Marco Bonucchi e due dirigenti comunali, oltre al progettista e l'esecutore dei lavori. Dopo l'esame nell'udienza precedente dei testi dell'accusa, stavolta davanti al Collegio presieduto da Pier Luigi Di Bari la parola è passata a testi della difesa e imputati. Anzi, solo un imputato in realtà ha deposto, l'architetto Giovanni Cerfogli (responsabile del servizio Urbanistica ed Edilizia privata), visto che l'altro dirigente, Edo Giacomelli (a Lavori pubblici e Patrimonio) ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Quindi sono sfilati otto testimoni della difesa, dando la loro versione di quanto accaduto tra il settembre e l'ottobre 2010, quando ad un'altezza di 1.600 metri un intervento di messa in sicurezza delle piste da sci, secondo l'accusa, andò ben oltre il consentito. L'allora Comunità Montana infatti aveva dato il via libera al disboscamento di circa 1.500 metri quadrati, giudicato necessario per eliminare pericoli per gli sciatori ai margini della pista. La Forestale invece accertò un intervento da 3.383 metri, più del doppio, stimando quindi il taglio in eccesso di 600 faggi. Di qui la segnalazione alla Procura e l'apertura del fascicolo che ha portato al processo, con l'accusa di violazione delle norme di tutela ambientale e, per i tre comunali, di abuso d'ufficio nell'ambito dell'iter autorizzativo. Da parte sua, il sindaco Bonucchi si è sempre detto estraneo ai fatti, e in merito il suo legale Vittorio Rossi anche ieri ha puntualizzato che il suo ruolo di amministratore non prevede competenza decisionale per i fatti contestati. Con l'udienza di ieri non si sono comunque esauriti i testimoni della difesa: a meno di cambiamenti, ne restano da sentire tre, e lo saranno nella prossima udienza fissata per il 12 maggio. Dopo la loro deposizione si passerà alla discussione finale, quindi il collegio si riunirà per la pronuncia della sentenza. L'intenzione di chiudere il processo a maggio è stata salutata con soddisfazione dalla parte civile, Anpana (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente), rappresentata per la sua sezione modenese dall'avvocato Carlo Colombo. In questo modo infatti, viene evitata la prescrizione che sarebbe scattata a novembre per quanto riguarda la contravvenzione nell'ambito del reato ambientale.

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