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l’associazione “meteaperte” scrive all’Ausl

Neuropsichiatria infantile Critiche ai servizi ridotti

Neuropsichiatria infantile Critiche ai servizi ridotti

«Siamo un gruppo di genitori di bambini affetti da ritardo mentale e Sindrome di Down e conosciamo da tempo il servizio di neuropsichiatria infantile tramite i nostri figli. Da anni assistiamo ad una...

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«Siamo un gruppo di genitori di bambini affetti da ritardo mentale e Sindrome di Down e conosciamo da tempo il servizio di neuropsichiatria infantile tramite i nostri figli. Da anni assistiamo ad una costante riduzione degli interventi proposti, i cicli di logopedia o riabilitazione cognitiva sempre più brevi come durata e ad intervalli sempre più lunghi; il servizio assicura l’attività valutativa e diagnostica ma sono in costante calo le proposte terapeutiche...».

Inizia così la lettera inviata a Mariella Martini, direttore generale dell’Ausl di Modena, dall’associazione sassolese “MeteaPerTe”, che si occupa del “pieno sviluppo e potenziamento delle persone con abilità differenti”. «In occasione della settimana della salute mentale - continua lo scritto - è stato presentato il nuovo progetto rivolto ai bambini affetti da disturbi dello spettro autistico in carico alla Neuropsichiatria infantile modenese, che risultano essere complessivamente oltre 300. Per tali bambini il nuovo progetto prevederà l’attivazione di un modello di intervento specifico “intensivo e continuativo” con differenziazione dell’intensità dei trattamenti in base alle fasce di età. L’investimento della Asl sarà ingente sia in termini di personale che di risorse economiche: si è infatti parlato di uno stanziamento di diverse centinaia di migliaia di euro. La domanda che è nata spontanea a noi genitori di bambini con disabilità ma “non autistici” riguarda l’individuazione e la descrizione dei nuovi progetti che la Neuropsichiatria ha in programma per i bambini affetti da tutte le altre forme di handicap, ed in particolare per i bambini con ritardo mentale».

Ed ecco qualche esempio. «Fino ad alcuni anni fa - specificano - esisteva un centro provinciale di secondo livello rivolto al raccordo degli interventi riabilitativi e di cura dei bambini affetti da sindrome di Down, nella sede di Neuropsichiatria infantile di via Cardarelli a Modena; senza mai darne comunicazione definitiva, il centro è stato chiuso e nulla è stato proposta in sua sostituzione. Anche in questo caso si è sicuramente trattato di razionalizzazione delle risorse».

E si passa ad una serie di domande. «Quanti sono i bambini in carico alla Neuropsichiatria infantile modenese e quanti sono affetti da autismo? Quanti sono affetti da ritardo mentale da lieve a grave? Quanti sono affetti da altre patologie? Quante risorse sono destinate alle diverse categorie di handicap? Dove sono state destinate le risorse economiche derivanti dalla chiusura del centro Down di via Cardarelli?». A tutt’oggi la dottoressa Martini non ha risposto.

Alfonso Scibona

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