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Ancora nubi nere su Sgp: il concordato è a rischio

Ancora nubi nere su Sgp: il concordato è a rischio

Per il nullaosta mancano i pareri di Corte dei conti, governo e pareggio di bilancio A gennaio assemblea dei creditori: da studiare l’accordo sui mutui con le banche

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È tutt’altro che finita la corsa per il salvataggio di Sgp. Sono voci preoccupate quelle che trapelano da via Fenuzzi in questa fine d’anno: la città si è convinta che con l’approvazione del concordato da parte del tribunale (il 30 ottobre), tutto si sia risolto per il meglio, ma le cose non stanno così, il mare è ancora mosso e gennaio sarà in realtà il mese decisivo per capire se la partecipata del Comune ce la farà e di conseguenza se il Municipio stesso e la città potranno cominciare a guardare al futuro con fiducia.

Se il concordato è stato approvato infatti, deve anche essere omologato, vale a dire che i creditori devono accettare la procedura e le proposte del Comune. Che sulla carta sono ottime: azienda ancora attiva, rimborso totale in cinque anni. Ma sono subordinate a diversi elementi. In particolare lo stesso sindaco Pistoni, che alla situazione ha fatto accenno anche durante il recente pranzo dei giornalisti presso l’associazione Alpini, aveva posto tre possibili pre-condizioni perché il progetto, che comporta un mutuo di 26 milioni da contrarre da parte del Comune e girare a Sgp a saldo dei debiti, andasse a buon fine.

Le possibilità erano e sono: avallo del progetto da parte della Corte dei Conti; ipotesi di approvazione del progetto da parte del Ministero competente; chiusura del bilancio Sgp in pareggio, perché una società patrimoniale in perdita pluriennale non può ricevere soldi dal Comune (e Sgp lo è da quattro esercizi).

Ebbene, al momento nessuna delle tre pre-condizioni si è verificata: dalla Corte dei conti non è arrivato nulla nonostante richiesta ufficiale inoltrata dall’amministrazione; il governo è affaccendato in tutt’altro e nonostante l’interessamento di deputati locali non si è espresso in alcun modo; resta la possibilità del pareggio di esercizio per Sgp, a cui tutti gli uffici e l’amministratore unico lavorano alacremente, senza peraltro aver fugato per ora i dubbi.

Se la situazione e la proposta concordataria possono poi soddisfare i creditori a breve termine, chi deve cioè ricevere il pagamento di fatture inevase e se le vedrebbe saldare al 100 per cento in cinque anni, lo stesso non si può dire per le banche, creditrici a lungo termine per la parte di debito connessa ai mutui. Anche per questi finanziamenti negli scorsi anni ci sono state rinegoziazioni, dilazioni, richieste di proroga. Quanto ancora inevaso e inserito nel concordato, verrà quindi saldato entro cinque anni, ma poi gli istituti di credito avranno ancora almeno 20 anni di rate da riscuotere e sul futuro della partecipata vogliono vederci chiaro. Perché se alla fine del concordato l’intenzione fosse quella di liquidare Sgp, non è certo che fine farebbero le rate ancora dovute. Il quadro insomma è tutt’altro che completato e si corre contro il tempo per rassicurare tutti gli interessati sulle possibilità del Comune di Sassuolo e sulle garanzie. Tappa decisiva sarà l’assemblea dei creditori, che dovrebbe tenersi fra fine gennaio e febbraio. Lì si dovrà arrivare già con tutte le certezze in pugno, per ottenere l’assenso collettivo al piano. E allora si potrà forse, con moderazione, cantare vittoria.

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