Il Comune vuol rivedere la convenzione per l’asilo
SERRAMAZZONI. La convenzione sull'asilo di Riccò è completamente da rivedere, a partire dal lato economico. Ne è convinta la giunta Rubbiani, che ha appena dato un mandato tecnico per redigere una...
SERRAMAZZONI. La convenzione sull'asilo di Riccò è completamente da rivedere, a partire dal lato economico. Ne è convinta la giunta Rubbiani, che ha appena dato un mandato tecnico per redigere una perizia di stima del più probabile canone di locazione per l'utilizzo degli ambienti. Una valutazione oggettiva insomma di quanto domani si potrà spendere d'affitto, perché c'è il dubbio che sia troppo oneroso per il Comune l'accordo stabilito nel novembre 2010. Allora, sotto l'amministrazione Ralenti, venne approvata una delibera di Consiglio che prevedeva il pagamento alla Fondazione Paride Colfi (titolare della struttura) di circa 50mila euro annui per 27 anni. Un totale di quasi 1,4 milioni, cifra di per sé pari al costo di costruzione, per una struttura privata che avrebbe dovuto svolgere un servizio pubblico. Il condizionale è dovuto alle note vicende: anche l'asilo di Riccò infatti è finito al centro di un procedimento giudiziario per la sua costruzione su frana quiescente, in zona agricola e nella fascia di rispetto cimiteriale. Di qui il sequestro e poi l'inserimento nel maxi procedimento che riunisce sei casi urbanistici caldi e vede fissata all'8 gennaio l'udienza preliminare per stabilire chi andrà a processo. Fatto salvo il cammino giudiziario, il Comune – che ha comunque elevato una sanzione da 1.250.000 euro contro cui la Colfi è ricorsa al Tar – deve pensare però anche al futuro dell'asilo, al giorno in cui verrà dissequestrato e potrà accogliere i bambini. Ecco dunque il bisogno di stabilire un affitto tecnicamente “congruo” e vedere di quanto eventualmente si discosta da quello previsto nella delibera del 2010, oggetto peraltro di diversi rilievi della magistratura. «La prospettiva rimane quella di dare corso comunque all'operazione asilo – sottolinea il sindaco Roberto Rubbiani – ovviamente salvaguardando le priorità di ordine giudiziario. Questa perizia ci permetterà di avere tutti gli elementi per ridefinire la questione, per quanto di competenza amministrativa, rispondendo alle istanze della comunità». (d.m.)
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