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Il Natale non donerà sorrisi ai negozianti del centro di Vignola

di Enrico Vincenzi
Il Natale non donerà sorrisi ai negozianti del centro di Vignola

«La crisi penalizza tutti i settori e conferma il trend difficile» Accelera il ricambio delle attività. Pochi in controtendenza

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VIGNOLA. Natale magro alle porte con la crisi che non permette grandi spese. «Purtroppo siamo in leggera flessione», confermano Angelica Pitingolo e Massimo Tassi di Tassi Sport. A lei fanno eco altri commercianti del centro di Vignola che in questo periodo pre-natalizio vedono confermarsi trend di consumo meno rosei che in passato: «Le vendite sono un po' in calo, rispetto agli anni passati», dice Bussoli Franca di Grande Impronta; «siamo un po' sotto l'anno scorso», afferma Andrea Grandi di Grandi Calzature. Il calo nel periodo natalizio, secondo alcuni, sarebbe in linea con l'andamento dei consumi durante il resto dell'anno, periodo durante il quale «non è che si faccia poi tanto», secondo Bussoli. La causa di questa flessione è tendenzialmente imputata alla crisi e al peggioramento delle condizioni economiche dei consumatori: «Non ci sono più i lavori importanti che si potevano fare qualche anno fa; i soldi sono meno e la gente si arrangia come può», secondo Massimo Gibellini, orafo; «Se una volta vendevi tre boxer, tre slip, una maglietta e un pigiama, oggi vendi un boxer, uno slip e una maglietta», dice Katia Zambelli di Intimissimi; «Molta gente è rimasta senza lavoro. Noi abbiamo una clientela affezionata, ma la gente discute i prezzi molto più degli altri anni», affermano Chiara e Gabriella Tassi, di Tassi Abbigliamento. Le minori disponibilità economiche spingerebbero i consumatori verso i centri commerciali, che sarebbero in grado di garantire loro prezzi inferiori: «A San Damaso ha aperto Pittarosso, che fa generi diversi dal nostro, ma ha prezzi più bassi e la gente cerca di guardare dove si spende meno», dice Andrea Grandi. Secondo Massimo Tassi, questa concorrenza crea una certa difficoltà ai commercianti storici: «Nel nostro settore competiamo con dei colossi che hanno enormi budget da investire in pubblicità e con sedi legali all'estero, e sono loro che dettano le regole. È sempre una lotta un po' asimmetrica, quella tra noi e loro». Inoltre, anche il meteo può influire sulle vendite: «Tutto il mondo della neve è fermo, in questo momento», aggiunge Tassi. Alcune realtà, comunque, sembrano cavarsela più agevolmente: «Le vendite sono costanti, non ho visto un calo», dice Elisabetta Gelsomini, erborista. Secondo Chiara e Gabriella Tassi, la situazione è dinamica: «Alcuni commercianti chiudono, ma sono subito rilevati da qualcun altro. C'è abbastanza ricambio, qui intorno al centro». Giulia Demaria, che lavora in un negozio di abbigliamento in Corso Italia, dice: «Noi abbiamo aperto da una settimana e forse, essendo la novità, la gente è attirata. Per noi sta andando bene».

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