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Caos a Medicina. Il prof. Paolucci: «Offeso dalle parole del rettore»

Stefano Luppi
Caos a Medicina. Il prof. Paolucci: «Offeso dalle parole del rettore»

Medicina nel caos. Il capo di Pediatria: «Andrisano si è presentato senza invito e ci ha indirizzato parole pesanti. Ora Nichelli lascia ma i problemi restano»

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«C'è molta delusione per l'attuale situazione in cui versa Medicina e il preside della facoltà Paolo Nichelli si è dimesso per i problemi che non si stanno risolvendo. Anzi, ci espongono a una situazione inappropriata». E prosegue: « Ancora non si è ben compreso perché il rettore Andrisano sia piombato nel Consiglio di facoltà compiendo un gesto inusuale, per usare un eufemismo. Nella riunione il rettore ha offeso due direttori dell'istituto e non dà ancora alcuna spiegazione in merito».

Fatica a trattenere la sua rabbia il professor Paolo Paolucci, direttore del Dipartimento materno- infantile, quando gli viene chiesto di dire la sua sulla bufera che si è abbattuta su policlinico e università. Parla per la prima volta, Paolucci, e racconta la sua versione sui fatti avvenuti poche settimane fa nel corso del Consiglio di facoltà da cui poi a catena sono seguite giorni fa le dimissioni di Paolo Nichelli, apprezzato primario di Neurologia a Baggiovara, con accuse molto forti tra cui la mancanza di un regolamento (forse è l'unica facoltà di Medicina del nord Italia a non averlo) e supposte preferenze nella selezione dei docenti.

Professor Paolucci racconti quel consiglio di Medicina.

«Una premessa anzitutto, anhe se mi rendo conto che è complicato per chi non è addentro ai temi di medicina e università. Tutto ciò esula dal problema dei ruoli ricoperti, mentre riguarda l'attività dei dipartimenti assistenziali. Il rettore è ovviamente una figura importante, ma qui non c'entra per nulla. È una questione di merito e pure di forma».

Andrisano a un certo punto piomba in consiglio.

«Già. È il rettore, capo supremo dell'ateneo, ma deve avere lo stesso rispetto istituzionale. Lì non era stato invitato e appunto non deve partecipare a queste riunioni chi ha il suo ruolo. Inoltre l'ordine del giorno esulava da quanto poi ha detto lui. Ecco perché la sorpresa dei 30-40 docenti presenti quando lui ha interrotto la riunione».

Risulta che lei e Leonardo Fabbri, primario di Oncologia, abbiate criticato il rettore perché aveva espresso un parere su una modifica per due reparti senza confrontarsi con i medici responsabili.

«Andrisano è venuto nella riunione e ha iniziato a lanciare strali e anatemi contro Fabbri, assente, e contro di me che invece ero lì. Tra l'altro il rettore ha fatto un lungo discorso a favore del suo ruolo e ha usato anche parole offensive: ricordo che pensai che nell'occasione stava avendo un comportamento molto inadeguato. Sempre per usare un eufemismo».

E com'è finita?

«Al termine ho chiesto la parola, per dare la mia versione dei fatti. Ho fatto in tempo a dire cinque parole al microfono, poi il rettore se n'è andato e alcuni suoi sodali presenti hanno iniziato a dire che l'avevo offeso. Ma se non avevo ancora iniziato a parlare!»

In conclusione?

«Al Policlinico ci sono professionisti che cercano di fare il proprio lavoro con trasparenza e correttezza e trovo che i rapporti tra le istituzioni devono essere differenti. Che figura facciamo nei confronti della popolazione modenese e dei pazienti ai quali prestiamo le cure?»

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