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Il rettore: «Sono tensioni corporative»

Il rettore: «Sono tensioni corporative»

Andrisano: Medicina va rilanciata e bisogna capire se la facoltà recepisce queste preoccupazioni

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«Non sono intervenuto sulle dimissioni del professor Nichelli, avendo a mente il regolamento di Ateneo che prevede che esse vadano rassegnate al Consiglio di Facoltà».

Così comincia il comunicato ufficiale firmato dal rettore Angelo Oreste Andrisano (a sinistra) diffuso ieri pomeriggio dopo il clamore delle dimissioni del preside di Medicina e delle forti tensioni esplose nelle ultimne settimane in merito alla nomina di una ricrecatrice a professore associato, a un pasticcio sugli studenti di altre sedi e alla tempestosa riunione di facoltà nella quale Andrisano è intervenuto puntando il dito e alzando i toni contro il professori Fabbri (pneumologo) e Paolucci (pediatra) che lo avevano criticato per alcune scelte. Andrisano insiste sulla sua estraneità alla dimissioni di Paolo Nichelli (a destra) chiamandosi fuori: «La sede della discussione, circa questa domanda, è il Consiglio di Facoltà. È in quello stesso Consiglio che si dovranno dirimere le questioni relative al Regolamento e al coordinamento della programmazione del piano straordinario associati».

«Sono state proprio queste questioni - aggiunge il rettore entrando nel merito dell’episodio - ad avermi spinto a partecipare alla riunione del Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia del 2 dicembre, di cui è stata fornita alla stampa versione riduttiva. Il mio intento era quello di stigmatizzare il comportamento non rispettoso della funzione rettorale da parte di alcuni, per il vero non numerosi, colleghi della Facoltà e di sollecitare lo sblocco dell'approvazione di un Regolamento da me proposto».

Andrisano tira così le fila del discorso: «La verità è che si deve uscire da un impasse su cui è paralizzata da troppo tempo la Facoltà, nonostante gli sforzi profusi per tentare di fare riconvergere i Colleghi medici su decisioni condivise».

Purtroppo, è evidente che il suo tentativo è andato a vuoto allargando ancor più le distanze con alcuni docenti medici di primo piano.

Ma il rettore ritorna sul motivo del contendere spiegando il suo punto di vista: «Non si può prescindere da un'attenta programmazione, capace di soddisfare differenti settori scientifici, ma sempre rispondente al rispetto delle effettive esigenze assistenziali e didattiche. Certo non possono essere trascurate materie fondamentali nella formazione dei futuri medici e ambiti disciplinari strategici per l'assistenza del malato».

L’invito finale è rivolto ai docenti di Medicina perché accolgano le sue indicazioni: «Considerando quanto sia cruciale tale prospettiva per il rilancio della Facoltà di Medicina e Chirurgia, mi pare opportuno comprendere se da parte della Facoltà queste preoccupazioni vengano recepite; e auspico che si sappiano trovare le modalità per ricomporre tensioni condizionate non di rado da un retroscena corporativo. Tutto il dispendio di energie del Rettore sarà speso per la ricomposizione di un equilibrio universitario e di rapporti istituzionali, idonei a rispondere alle esigenze di una società complessa e in così rapida, drammatica trasformazione».

La ricerca di un’armonia all’interno di Medicina pare per ora un auspicio, dato che la facoltà si trova senza preside e regolamento. Si attende di capire cosa uscirà dall’imminente Consiglio di facoltà.

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