Gazzetta di Modena

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Trova 20 milioni di lire in soffitta

di Daniele Montanari
Trova 20 milioni di lire in soffitta

Frassinoro. Un pensionato si era dimenticato i soldi risparmiati dalla moglie in una valigetta

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FRASSINORO. Trovarsi 20 milioni di vecchie lire in soffitta e non sapere che farsene perché si è fuori tempo massimo per il cambio. E' l'amara realtà con cui si scontra G.C., pensionato di Frassinoro che ha scoperto il "tesoretto" qualche settimana fa, nelle classiche pulizie. "Quest'estate – racconta – ho avuto per casa i miei nipotini, che hanno usato i vecchi giochi che tenevo su. Quando è stata l'ora di rimetterli a posto, mi sono sentito chiamare da mia moglie che mi diceva: 'Guarda un po' cosa c'è qui!'. Era una vecchia valigetta in cui lei quando insegnava aveva messo un po' alla volta qualcosina dello stipendio. Abbiamo tre figli, e per il futuro voleva essere previdente, ma ce ne siamo dimenticati". Il futuro ha riservato l'euro, e soprattutto il decreto 201 del 2011 con cui il governo Monti ha stabilito che "le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell'Erario con decorrenza immediata. Pertanto, dal 7 dicembre 2011 dette banconote e monete non possono più essere cambiate". E' quanto ci si sente rispondere anche oggi dalla Banca d'Italia, interpellata in merito. Palazzo Koch osserva che ci sono state diverse richieste così negli ultimi tempi, ma la legge è quella. Una bella beffa per il pensionato di Frassinoro: "Io non la capisco una legge come questa. In Francia i vecchi franchi li cambiano pure: non siamo nell'Unione Europea? Non ci devono essere regole uguali per tutti?". E' un caso pressoché identico a quello capitato a Modena e riferito dalla Gazzetta il 14 settembre scorso. Sempre 20 milioni di vecchie lire, che in quel frangente un nipote aveva scoperto in garage nell'armadio di uno zio defunto. Di fronte a queste dinamiche, ci si può rivolgere ad Agitalia, l'Associazione per la Giustizia in Italia, che sul cambio lira/euro sta mandando avanti diversi procedimenti. C'è anche un giudice del Tribunale di Milano che in un frangente simile ha parlato di illeggittimità costituzionale del decreto Monti. Ma tentare di far valere le proprie ragioni può essere dispendioso. E soprattutto senza certezze.

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