L’Ausl ammette: «Ritardi nelle visite: situazione grave, ora rimediamo»
La direttrice sanitaria Marchesi: «Tre milioni di euro per potenziare le visite nelle specialità più richieste»
Dopo la pubblicazione, negli ultimi due giorni, dei tempi di attesa per le visite specialistiche e di primo accesso della sanità pubblica, l’azienda Usl ammette le sue colpe e prova a guardare al futuro con uno stanziamento straordinario.
«È vero, la situazione è grave. Lo dicono i numeri che sono inequivocabili. Ma stiamo approntando un piano straordinario che possa risolvere l’emergenza che ora abbiamo davanti». Il direttore sanitario Cristina Marchesi non si nasconde e non usa nemmeno mezzi termini: «Ciò che accade a Modena è più grave di altre province che hanno una offerta inferiore. I motivi? Non si conoscono, ma quello che è certo è che ci stiamo impegnando per porvi rimedio».
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Quando è scattata l’emergenza?
«Su indicazione della Regione sappiamo bene che questo deve essere l’impegno primario di questi mesi e nelle settimane scorse abbiamo iniziato a ragionare su come porre rimedio a questa situazione che mette Modena tra le peggiori città della zona emiliana. I dati pubblicati si riferiscono ad ottobre, quando ancora i primi accorgimenti non erano entrati in vigore. Sono convinta che nella rilevazione di gennaio si vedano già i primi benefici e in primavera noteremo un sensibile miglioramento per il bene dei pazienti».
Partiamo dal primo impegno, quello economico.
«Abbiamo stanziato tre milioni di euro, una cifra importante, per nuove disponibilità nel pubblico già da questa settimana di dicembre».
Tre milioni di euro in più o tre milioni di euro che caleranno da altri capitoli di spesa della sanità modenese?
«Al momento non ci sono finanziamenti aggiuntivi da parte della Regione. Il finanziamento è quello, senza vincoli. Questi tre milioni sono ottimizzati nell’ambito di una spesa ben più ingente e andranno a migliorare il servizio ai pazienti».
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Come?
«Entrando nello specifico abbiamo adottato diverse misure. Prima di tutto abbiamo inserito, nel breve termine, prestazioni, come diciamo noi, fresche, cioè nuove. Sono già prenotabili in questi giorni al Cup prestazione aggiuntive grazie ad accordi chiusi con alcune strutture private convenzionate che hanno messo a disposizione diversi posti. Ma il lavoro grosso lo si farà nelle nostre strutture».
Quanto tempo occorre?
«Gli ospedali sono già attrezzati per effettuare tac e risonanze magnetiche anche al sabato grazie alla disponibilità dei radiologi: sono gli esami più complessi e con le liste più lunghe».
Quella dell’apertura nel week end degli ospedali è sembrata una sparata elettorale della politica a tutti gli effetti.
«Posso dire che a Modena si è deciso di operare questo programma straordinario, che altre province non hanno messo in atto. È un programma ambizioso il cui aspetto più complesso è quello di garantire sempre una alta qualità del servizio in tempi stretti. Per questo abbiamo anche messo a bando 700 ore di specialistica ambulatoriale in più alla settimana potenziando in modo evidente determinati ambulatori: penso all’oculistica, alla dermatologia, alla cardiologia fino all’odontoiatria. Abbiamo chiesto prestazioni aggiuntive ai nostri medici che ci stanno dando diverse disponibilità».
Come si convincono i medici che già fanno turni massacranti in ospedale?
«Fortunatamente il problema è molto sentito e nei medici c’è un grosso senso di responsabilità».
Come è possibile che in una provincia dove ci sono due grandi ospedali come quelli cittadini non ci sia un numero sufficiente di prestazioni ambulatoriali per i cittadini?
«Le due cose non vanno di pari passo, anzi. Molto spesso succede che dove c’è vocazione ospedaliera non ci sia quella ambulatoriale. Quello che è certo è che oggi l’azienda vede l’abbattimento delle liste d’attesa come priorità e la direzione, entrata in carica subito dopo il terremoto, se ne sta occupando».
Con le tempistiche attuali il pubblico finisce quasi per fare da traino ad un privato che ha tariffe concorrenziali.
«Questo è un dato di fatto. Ed è col privato che vogliamo sempre più collaborare ben sapendo, però, che per certi esami, quelli più complessi, i cittadini scelgono il pubblico. E per fortuna a Modena c’è una risposta altissima agli esami che vengono dichiarati urgenti: quando un cittadino ha bisogno nell’immediato il percorso funziona bene».
@dvdberti
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