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La “Buffamania” contagia i giovani

di Maria Vittoria Melchioni
La “Buffamania” contagia i giovani

Auditorium gremito a Maranello per ascoltare i racconti del giornalista sportivo

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È difficile descrivere l’energia che per due ore ha permeato l’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello durante la presentazione del libro “Storie Mondiali – un secolo di calcio in 10 avventure” di Federico Buffa e Carlo Pizzigoni. La serata, organizzata alla perfezione dall’associazione “Concretamente Sassuolo” è iniziata con un’ovazione dei cinquecento “adepti” di Buffa all’ingresso degli autori. Un applauso spontaneo che ha fatto fatica a scemare, ma che si è tramutato in religioso silenzio non appena “l’Avvocato” ha preso la parola. La chiacchierata è stata moderata elegantemente da Francesco Prandini, giornalista ex addetto stampa del Modena FC. Oltre ai numerosi aneddoti che gli autori hanno raccontato con il solito magnetismo che li caratterizza, si è ripercorsa la nascita della trasmissione di successo andata in onda durante l’estate sui canali di Sky e dalla quale il libro è stato tratto. Nascita che è costata a Buffa l’addio alle telecronache delle partite dell’ NBA, fatto che ha lasciato innumerevoli orfani malinconici, in gran parte presenti in sala.

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E dopo aver rivissuto i Mondiali dell’82, aver fatto una conoscenza più approfondita dell’uomo Caszely più che del suo ruolo di centravanti, svelato alcuni segreti del maledetto pomeriggio di Pasedena che ci costò il titolo nel ’94, la parola è passata al pubblico. La venerazione che i “baskettari” hanno verso Buffa è qualcosa degno di un trattato sociologico. “Volevo solo dirti che per me sei Dio e che per me oggi è Natale” – dice con voce commossa Andrea, esprimendo un sentimento condiviso da tutta la sala dato l’applauso che è seguito a questa sua dichiarazione. I complimenti hanno fatto da preambolo ad ogni domanda alla quale Buffa ha risposto con la congenita padronanza di linguaggio, sempre impeccabile e signorile anche quando l’argomento si è fatto spinoso come quando gli è stata posta la fatidica domanda su un suo ritorno alle telecronache del basket americano, almeno solo per la finale.

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“Porto un enorme rispetto per chi sta lavorando ora al mio posto ed è giusto che siano loro a commentare la gara che assegnerà l’anello” – le sue parole velate di malinconia. E ancora tanto calcio, scoprendo che Victor Hugo Morales Víctor Hugo Morales, il telecronista uruguaiano, argentino d’adozione, ricordato particolarmente per la sua telecronaca del gol del secolo di Maradona ai mondiali dell’86, è il suo personaggio preferito. O che Tardelli sarebbe un giocatore moderno anche al giorno d’oggi. L’educazione, la generosità e la dolcezza di Buffa (per dirla con le parole del suo coautore Pizzigoni) si sono manifestate quando, prima dell’inizio della presentazione, è uscito dall’auditorium per salutare le persone che non avevano trovato posto ed erano rimaste sulla strada ad aspettarlo. L’Avvocato e Carlo, poi, si sono poi concessi ai presenti in un lunghissimo book signing e nessuno, ma proprio nessuno, è andato a casa, senza un sorriso, un autografo e un selfie.

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