Per il Pd un passivo da 100mila euro
La crisi si sente nel partito provinciale: tessere in calo e c’è ancora la questione dei dipendenti
Il Pd. In passivo. Non è una novità, dal momento che si tratta di una situazione ampiamente annunciata e prevedibile che va di apari passo con un calo sensibile del tesseramento, in città e in provincia.
A fare il punto della situazione, a pochi giorni dalla fine del 2014, è il tesoriere Valter Reggiani: «Il 2014, dal punto di vista delle finanze del partito, non è un anno che si chiuderà con un attivo come era stato invece per il 2010, il 2011 e il 2013. I dati non sono ancora definitivi, il bilancio, infatti, non è chiuso e da qui alla fine dell'anno speriamo ancora che alcuni aspetti possano migliorare. Possiamo già però confermare che nel 2014 abbiamo registrato un calo nel tesseramento, anche se non ancora del tutto quantificabile, mentre il maltempo estivo ha pesato su molte delle Feste tenutesi sul territorio, mettendo, di conseguenza, in difficoltà i rispettivi circoli. E' prevedibile, quindi, un disavanzo che dovrà essere recuperato il prossimo anno: nel costruire il bilancio preventivo del 2015 dovremo tenere conto di queste nuove criticità».
Dopo gli utili di gestione del 2010, 2011, 2013 (326.222 euro, superiore alle previsioni) e il sostanziale pareggio del 2012, l'anno del terremoto, quest'anno arriverà una perdita. «nessuna cifra esagerata, ma sapevamo di essere in difficoltà. Siamo a cavallo dei -100.000 euro circa, ma aspettiamo fine gennaio per esprimere numeri precisi e definitivi», racconta alla “Dire” il tesoriere provinciale, Valter Reggiani. Così, il risanamento del debito complessivo (da 1,3 milioni di euro poi giù fino a 560 mila grazie agli utili) fatica a proseguire. Il tema ha tenuto banco alla riunione di giovedì scorso della segreteria provinciale, che si è riunita anche mercoledì sera su altri argomenti. Sono diverse le cause del buco: a vario titolo si registrano soprattutto il calo degli iscritti, la flessione nei bilanci della festa dell'unità di ponte alto, un costo del personale ancora troppo elevato, il mancato versamento dovuto da parte dei parlamentari (vedi articolo accanto). Partendo dalle tessere, il dato rispetto all'anno scorso si sta fermando al 70%: «Al momento registriamo un calo del tesseramento rispetto a un anno fa attorno al 30%, ma a fine anno potrebbe tramutarsi in un 20% o 10%, ci auguriamo», precisa Reggiani. Il riferimento è al pressing della segreteria di Lucia Bursi e a quella comunale di Andrea Sirotti (esce a primavera 2015, in pole per la successione Andrea Bortolomasi) sui colleghi di circolo per incamerare più iscritti possibile di qui a fine anno. Una sorpresa è stata anche la flessione di Ponte Alto, dopo la cifra record di 671.274 euro nel 2013 «mai più eguagliabile», ammette il tesoriere. Che evidenzia: «L'utile alla festa c'è stato ancora, attorno al mezzo milione, ma abbiamo incassato meno. A Ponte Alto è andata bene nella resa delle attività, superiore anche all'anno scorso, ma la pubblicità è diminuita fino a 60/70 mila euro». Altra questione spinosa è quella del personale: Francesco Lamandini, Antonino Marino e Enrico Campedelli, il cui futuro è appeso alle decisioni di Palma Costi.
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