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Precari, pioggia di ricorsi per ottenere la cattedra

di Vincenzo Brancatisano
Precari, pioggia di ricorsi per ottenere la cattedra

Riunione operativa degli insegnanti Gilda dopo la sentenza della Corte Europea Migliaia di modenesi potrebbero rivolgersi ai giudici per convertire il contratto

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La Gilda degli insegnanti di Modena invita i precari della scuola a far causa contro lo Stato per ottenere la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Il sindacato dei prof ha chiamato ieri a raccolta maestri e professori, nel corso di un'assemblea presso l'aula magna del Liceo Muratori. Antonio Antonazzo e Giorgio Quaggiotto della direzione nazionale assieme al coordinatore provinciale Robertino Capponcelli, dopo aver diffidato lo Stato, hanno concordato sull'opportunità di adire le vie legali per ottenere la trasformazione del contratto dei precari della scuola (sono migliaia nella provincia di Modena) da tempo determinato a tempo indeterminato a seguito della sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee del 26 novembre scorso che ha accertato la violazione del diritto comunitario da parte del sistema di reclutamento degli insegnanti della scuola pubblica degli ultimi decenni.

La sentenza, che ha valore per tutti gli altri settori del pubblico impiego nei quali si annidano situazioni di perenne sfruttamento del lavoro precario, in assenza del previsto sistema sanzionatorio che dovrebbe dissuadere lo Stato dal ricorrere al lavoro precario nel settore pubblico, «non ha l'efficacia automatica che i mass media hanno fatto intendere nei giorni scorsi», ha spiegato Antonazzo. «Occorre valutare caso per caso la posizione dei docenti - ha proseguito - per poi decidere se ci sono i requisiti per agire in giudizio allo scopo di ottenere la stabilizzazione oppure il risarcimento dei danni oltre che la ricostruzione della carriera. L'alternativa sarebbe attendere gli esiti della Buona Scuola del Governo». Antonazzo si riferisce al piano di assunzioni di 150mila docenti, giustificato dallo stesso governo come conseguenza della sentenza di Lussemburgo. Un progetto verso il quale in molti nutrono perplessità per presunta mancanza di copertura finanziaria, che invece il premier assicura esserci. Del resto, i docenti interessati lavorano da anni, quindi lo stipendio lo percepiscono da sempre. Inoltre, essendo le assunzioni previste per il 1 settembre 2015, si tratta per ora di finanziare solo 4 mesi del 2015. In ogni caso, la sentenza di Lussemburgo è chiara: non si possono sfruttare i lavoratori per esigenze di bilancio. Si aggiunga che la reiterazione dei contratti a termine nella scuola rappresentano un fenomeno radicatosi anche nei periodi di stabilità finanziaria e gestito dai governi di ogni colore anche se va ricordato che il Governo Prodi aveva programmato nel 2006 la stabilizzazione proprio di 150mila precari, il numero magico che avrebbe evitato all'Italia i risarcimenti miliardari che ora pendono sulle casse dello Stato. La Gilda assieme all Flc hanno portato in sede comunitaria i ricorsi partiti a livello periferico, poi riuniti dalla Corte assieme a quelli patrocinati dai legali dell'Anief, non costituitosi in causa come sindacato perché non firmatario dei contratti collettivi.

E proprio uno dei legali dell'Anief, Vincenzo De Michele, ricorda che la sentenza esclude in realtà i risarcimenti e impone allo Stato italiano la sanzione della conversione del contratto. Con un'altra novità quasi choccante: sarebbe caduto con la sentenza Ue il tabù del concorso pubblico previsto dalla Costituzione per accedere ai ruoli dello Stato. «Con trentasei mesi di servizio su cattedra vacante, come prescrive la legge, finora violata - spiega De Michele - facendo causa si può passare di ruolo anche se non si è abilitati, ricordando che l'onere della prova grava sullo Stato che difficilmente potrà dimostrare che le cattedre erano coperte come invece si sente dire». Intanto si attende la sentenza della Corte Costituzionale e del Tribunale di Napoli che avevano per motivi diversi chiesto l'intervento della Corte Ue e che ora dovranno uniformarsi ad essa con un decisione che darà la linea ai Tribunali. Solo presso il Tribunale di Modena sono centinaia i ricorsi pendenti e sospesi in attesa della decisione comunitaria.

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