«Sicurezza? Una svolta c’è già stata»
Capocasa: «Abbiamo cambiato strategia focalizzandoci di più sulla strada e riuscendo così a stanare 3 o 4 bande di ladri» Sondaggio; Per i modenesi la città non è sicura
«La sicurezza si conquista con il lavoro costante, un lavoro fatto di controlli incessanti e di investigazioni. Da settembre abbiamo potenziato quest’ultimo ramo delle nostre attività, abbiamo cambiato strategia, scendendo più in strada, cercando e trovando le persone sospette e iniziando a seguire le loro mosse, attenzionando spostamenti, contatti e giri di affari. Partendo dal piccolo: dal furgone sospetto che gira avanti e indietro nel quartiere, dal gruppetto che staziona nelle ore serali e mai visto prima in quella zona. Da qui sono iniziati i blitz, da qui, da questo lavoro fondamentale, silenzioso e che necessita tempo, sono arrivati i primi risultati, le prime risposte. Abbiamo colpito giusto, abbiamo trovato e smantellato alcune bande e ora il flagello modenese dei furti sta calando. Certo, è presto per festeggiare, ci mancherebbe. Ma è un dato: sono tre giorni che in città non c’è stato alcun saccheggio nelle case».
Il questore Oreste Capocasa non “si piega” davanti ai risultati del nostro questionario on line, aperto cioè a tutti coloro vogliano parteciparvi, relativo alla sicurezza in città, con domande sui luoghi più a rischio, sullo stato dei quartieri, sulla percezione del crimine. Risultati che hanno bocciato Modena dal punto di vista della sicurezza: più criminalità, quartieri dove atti vandalici, mendicanti, sporco, malfrequentazioni e affari di droga sono sovrani, luoghi come parchi e stazioni che fanno paura. Il questore: «Di fronte al grande aumento, all’ondata di reati predatori è naturale che il cittadino sia in allarme, si senta a volte sopraffatto. La nostra risposta sta nell’impegno: come detto abbiamo cambiato strategia, focalizzando il nostro sforzo verso la lotta a questi reati. E la controffensiva, oltre che nella prevenzione (i controlli nei parchi effettuati assieme alla Municipale sono una costante imprescindibile per il monitoraggio del territorio) si sta basando soprattutto nella repressione. Non solo abbiamo intercettato e fermato in questi ultimi mesi parecchi personaggi in auto con a bordo attrezzature da scasso, anche con quella tecnologicamente avanzata come l’apparecchiatura in grado di zittire gli allarmi, ma abbiamo scovato delle bande. Sono almeno tre o quattro quelle si cui abbiamo messo mano, a volte con arresti, altre volte con denunce, altre ancora con blitz, come l’ultimo effettuato durante il quale è stato necessario pure sparare in aria».
Appostamenti, controlli, rinnovata sinergia tra Volante e Mobile. Un aiuto anche dalle difese passive.
«Avevo constatato in estate - afferma il questore - come la rete di telecamere di sicurezza aveva delle falle, c’erano zone buie, luoghi importanti che solo parzialmente o addirittura del tutto venivano trascurati. In questo ho avuto, e ringrazio vivamente, l’immediata risposta del sindaco. Il Comune ha disposto l’installazione di nuove telecamere, ha rafforzato con noi le battute sul territorio. Noi, come questura di Modena, non ci siamo fatti mancare il supporto dei nuclei di prevenzione che vengono dalla regione. Le forze le abbiamo trovate e le abbiamo messe in campo E non molliamo. Ricordo, come ho già avuto modo di affermare, che certi pomeriggi e certe serate avevamo un numero di equipaggi in giro per città e frazioni che nemmeno le grandi città potevano schierare. Il controllo sul territorio, il monitoraggio, la cosiddetta prevenzione è la base fondamentale per tutte le azioni successive e per dare “respiro” alle zone dove è alta la concentrazione di fattori a rischio. È chiaro che non lasceremo i parchi, le stazioni, i parcheggi e le aree del centro in balia di bande o di spacciatori così come, intensificando le nostre presenze in strada, facciamo di conseguenza stare lontani rapinatori e ladri. Non sempre è così ma noi dobbiamo sempre continuare sotto questo aspetto».
In un anno 3500 assalti nelle case, dati della polizia modenese. «È cominciando a smantellare le bande, facendo repressione che si inizia a far sentire il fiato sul collo ai malviventi. Un grande aiuto viene dato dai cittadini modenesi, dotati di un enorme senso civico. Le loro segnalazioni sono per noi oro colato, sono fondamentali, sono davvero la nostra arma in più ».
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