Un modenese fra i terroristi dell'Isis
Fabio E. sarebbe partito da Modena con un amico mantovano per finire in un gruppo jihadista libico
Anche a Modena sarebbe stato individuato un terrorista aderente alla Jihad. Stando alle informazioni diffuse nelle ultime ore si chiamerebbe Fabio E., 39 anni, e secondo i servizi segreti italiani è vicino a più gruppi terroristici. Fabio è uno dei 40 miliziani italiani che combattono sul fronte della Jihad: sarebbe partito da Modena, probabilmente passato per la Turchia, e seguace di Ansar Al Sharia, gruppo jihadista libico che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha aggiunto alla lista delle organizzazioni terroristiche. Il ministro dell'Interno Alfano ha già più volte avuto occasione di poarlare di questa minaccia globale, di un plotone di combattenti dello Stato Islamico partiti dall'Italia, persone che hanno annullato la loro vita normale, abiurato l’identità occidentale per rispondere alla chiamata della Jihad. Italiani per l’anagrafe, figli di immigrati di seconda generazione. Nel caso del modenese Fabio, sappiamo che entra nel progetto jihadista assieme a un amico, Massimiliano R., della provincia di Mantova, anche lui convertito all’Islam. Una figura non marginale, Massimiliano – dicono gli analisti – che viaggia tra il nostro Paese e le zone in mano ai ribelli siriani capace di fare propaganda. Fabio rientra tra quelle persone che vanno alla ricerca di un modello di rivoluzione contro l’Occidente e arrivano a identificarsi con una causa che non esclude il sacrificio della propria vita: una fotografia valida per lui come per gli altri jihadisti italiani che nel nome di Allah e contro l’Occidente colonizzatore sono diventati seguaci di Abu Bakr al-Baghdadi. Il quotidiano Repubblica traccia un identikit di questi guerriglieri, perchè simili sono i loro percorsi: hanno tra i 20 e i 45 anni, sono partiti dall’Italia (dal Piemonte, dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia ma anche dalla Campania e dalla Sicilia) tra il 2013 e il 2014 per arruolarsi nelle cellule jiahdiste dell’Isis attive in Siria e in Iraq. A fine settembre, l’Unione Europea aveva stimato 3mila foreign fighters approdati in Medioriente tra le fila dei miliziani dell’Isis.
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