«Con nuove strutture si rischia il collasso di quelle esistenti»
Confcommercio e Confesercenti comunque preoccupate Fa discutere il possibile via libera a Despar alla Madonnina
I 400 nuovi posti di lavoro che arriveranno da 15 milioni di investimenti privati nel mondo del commercio sono certamente una buona notizia. I primi effetti dello Sblocca Modena di Muzzarelli, che accelera i tempi burocratici per le nuove aperture, si vedranno soprattutto negli insediamenti di dimensioni più grandi. Si parla di un magazzino all’ingrosso riservato agli artigiani lungo via Emilia Ovest all’altezza delle Arbe Grafiche, un negozio sportivo a ridosso dell’area Pasticceria Emiliana e soprattutto un nuovo insediamento alimentare, destinato a fare discutere, ai piedi del cavalcavia della Madonnina dove aprirà un supermercato Despar.
Le associazioni del commercio, che hanno sotto gli occhi un quadro più generale, mettono comunque i puntini sulle “i”. «E' positivo che le norme contenute nello “Sblocca Modena” possano costituire il volano perché si torni ad investire anche nel settore del commercio, ma è altrettanto prioritario lavorare perché, pur in un contesto di deregulation quasi assoluta, venga salvaguardato e ulteriormente valorizzato il piccolo commercio in città», spiega Confcommercio Modena.
Che prosegue: «La città deve reagire di fronte ad una situazione economica drammatica ed ogni strumento che incentivi nuovi investimenti va visto con favore, come abbiamo già chiarito nel corso dell'ultimo incontro del Tavolo sulla crescita. E quindi confermiamo il nostro giudizio positivo rispetto alla prospettiva di avere maggiore speditezza nei cambi di destinazioni d'uso di fabbricati esistenti e nei processi di riqualificazione edilizia della rete commerciale esistente. Tuttavia - puntualizza Confcommercio - appare importante contestualizzare gli sforzi in atto da parte dell'Amministrazione Comunale per attrarre e favorire investimenti commerciali: dal 2008 al 2013 la capacità di acquisto è scesa del 13,4%, che nel 2014 potrebbe segnare -16%; dall'inizio dell'anno fino alla fine di settembre il commercio ha perso 25.194 attività a livello nazionale, di cui 285 solo nella nostra provincia; è in atto, nelle periferie, un pericoloso processo di destrutturazione commerciale. Appare dunque indispensabile evitare con ogni mezzo che i grandi “mangino” ancora di più i piccoli».
Anche Confesercenti ci tiene a sottolineare un passaggio importante: «Lo Sblocca Modena non è solo possibilità di insediamento commerciale di medie strutture di vendita (fino a 1500 metri per il settore alimentare e 2500 per il settore extralimentare), ma è anche possibilità per riqualificare il commercio di vicinato esistente e quelle medie strutture, pensiamo ai supermercati collocati nei centri di vicinato che hanno la necessità di rinnovarsi - per meglio rispondere alla domanda - fino ad un massimo del 20% della superficie esistente». Qualche dubbio Confesercenti ce l’ha: «Ha senso da un punto di vista economico, di equilibrio tra le attuali medie strutture di vendita nel settore alimentare, favorire l'accesso di nuovi competitori? Le strutture più obsolete comunque bisognose di un maquillage per lo più collocate all'interno dei centri di vicinato reggeranno l'urto della nuova concorrenza? Sono ipotizzabili razionalizzazioni dell'esistente che non escludano ipotesi di accorpamento e chiusure? Ci pare di cogliere i segnali di un processo di selezione darwiniana della specie che se in passato ha di fatto spazzato via dalla realtà modenese il dettaglio alimentare oggi rischia di innescare un analogo processo sulle medie strutture esistenti».
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