Economia regionale in lieve crescita grazie all’export
Tendenza mutata dopo anni negativi: il Pil segna +0,3% Previsioni di un balzo ulteriore nel biennio 2015-2016
Non è certamente il caso di esultare e di fare proclami inutili e fuori luogo ma è vero che dal Rapporto 2014 dell'economia dell'Emilia-Romagna, presentato ieri a Bologna da Regione Emilia Romagna e Unioncamere regionale che lo hanno realizzato, riemerge dopo tanto tempo il segno più.
Cresce lievemente il Pil (+0,3%), trainato dall'export che segna un +4,2%. Si aggiungono prospettive di una moderata ripresa (+1%) nel 2015. Un ruolo determinante per la crescita potrà essere svolto dall'attuazione dei Fondi strutturali, 2,5 miliardi, accresciuta rispetto alla precedente programmazione. Protagonisti della presentazione del Rapporto il neo presidente della Regione Stefano Bonaccini e Maurizio Torreggiani, presidente di Unioncamere Emilia Romagna.
«Ci sono spiragli di luce dopo un lungo periodo di buio - ha detto Bonaccini - Da qui deve iniziare la ripresa. L'obiettivo è il lavoro e la crescita per restituire piena occupazione. Nuovo Patto per il lavoro e la crescita a gennaio».
«Stiamo affrontando una crisi strutturale di un modello che cambia il paradigma - sono le parole di Torreggiani - Si arresta però la caduta. Tre elementi potranno contribuire a riprendere la strada dello sviluppo: il sapere inteso come formazione e fattore di competitività, le regole orientate alla semplificazione, la creazione di valore, quindi capacità di fortificare le reti di relazioni».
Va sottolineato che i fondamentali dell'economia regionale rimangono deboli, ma ci sono segnali che fanno sperare in una ripresa a cominciare dal prossimo anno quando l'economia regionale crescerà, secondo le stime, dell'1%.
Il 2014 si chiuderà in una sostanziale stagnazione (+0,3%), ma è significativo che si torni in territorio positivo, a differenza del dato sul Pil nazionale. I dati dell'export (+4,2%) lasciano intravedere un futuro per l'economia regionale che continui a farsi forte della manifattura. Le vendite all'estero, che rappresentano ormai il 37,5% del Pil, sono, per oltre la metà, dovute a prodotti metalmeccanici. Il comparto più importante sotto l’aspetto economico e tecnologico, le macchine e apparecchi meccanici (è compreso il segmento del packaging), è cresciuto del 2,0 per cento. Da evidenziare l’ottimo andamento di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, il cui export è aumentato del 9,0%. I prodotti della moda – che hanno costituito l’11,8% dell’export – sono cresciuti del 5,3%, accelerando rispetto all’incremento del 2,8% dell’anno precedente. Il sistema agroalimentare, che ha rappresentato il 10,2% del totale delle vendite all’estero, registra un meno 0,4%, dovuto ai prodotti agricoli (-3,3%), a fronte della stabilità dell’industria alimentare e bevande. Negli altri settori i prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi, che includono la produzione di piastrelle, sono cresciuti del 5,8%. Altri aumenti per prodotti chimici (+3,8%), farmaceutici (+8,6%), articoli in gomma e materie plastiche (+4,4%) e i mobili (+14,2%).
A fine settembre 2014, la consistenza delle imprese è diminuita (-1,1%) rispetto all’anno precedente, per un totale di poco più di 4.600 imprese.
Per il 2015-16 le previsioni di Unioncamere Emilia-Romagna e Prometeia descrivono per la regione un’economia in ripresa, sia pure moderata, ma il volume di ricchezza prodotto resta ancora inferiore ai livelli precedenti la crisi. Il 2015 si prospetta per l’Emilia-Romagna come un anno di crescita più consistente, dopo quella assai contenuta del 2014. Il Pil dovrebbe crescere dell’1%, in misura più ampia di quanto previsto per l’Italia (+0,5%), mentre nel 2016 la ripresa dovrebbe consolidarsi.
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