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Furti, una banda sotto tiro: spari e albanese arrestato

Furti, una banda sotto tiro: spari e albanese arrestato

Agenti trovano in un covo di via Arenzano un bottino di gioielli, soldi e vari oggetti Preso un 30enne clandestino: era al volante di un’auto rubata piena di attrezzi

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Prima l’irruzione nel covo dove si trovava il bottino, in via Arenzano. Poi il ritrovamento di una Jaguar rubata, parcheggiata in centro storico, piena di sofisticati attrezzi per furti in casa. Infine, l’arresto di un albanese clandestino, ora ai domiciliari presso parenti a Pavullo. Il segnale della polizia è chiaro e infatti i colpi, da alcuni giorni, si sono azzerati. «Non sarà così per sempre - commenta il capo della Squadra Mobile Enrico Tassi presentando i risultati di una settimana di interventi dopo il boom di furti in casa registrato negli ultimi mesi - queste bande allontanate da Modena verranno rimpiazzate. Intanto, però, stiamo rafforzando il nostro lavoro. La nostra attività non calerà, soprattutto sotto Natale». E infatti ieri è stata annunciata dalla questura la riunione di tutti i reparti con uno della municipale per definire i controlli a tappeto nella città.

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Nel frattempo la polizia mostra alcuni pezzi del bottino trovato in via Arenzano. Non è tutto il bottino, ma è indicativo e ora si cercano i proprietari degli oggetti rubati. Ci sono dei gemelli, collanine, 500 dollari in banconote, una Canon 1100, tre accendini placcati d’oro (un Cartier e due Dupont), due penne placcate d’oro (una stilografica e una Waterman), due tv al plasma, un binocolo da teatro, una bottiglia di nocino, uno strumento medico per otorino e altro. Chi pensa di aver riconosciuto un oggetto rubato, può recarsi in questura con la denuncia per dare un’occhiata.

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Accanto al bottino, la polizia ha esposto gli strumenti di lavoro della banda di albanesi, fuggita dall’appartamento mentre la polizia sparava colpi di pistola in aria per fermarli. Il dottor Tassi mostra due walkie talkie usati dai ladri per comunicare, martelli giganti, piedi di porco e soprattutto una tronchese pneumatica di insolita potenza che riesce a tagliare le inferriate delle finestre. Tutto materiale trovato sulla Jaguar recuperata in centro.

Al volante di quell’auto si trovava un giovane albanese. Gli agenti della Mobile lo hanno preso dopo un lungo appostamento mentre saliva: è G.M., 30 anni, clandestino. È stato sottoposto a fermo di polizia per ricettazione aggravata e il magistrato ha disposto che resti ai domiciliari presso parenti a Pavullo. Di lui si sa ancora poco. Anche in questo caso la polizia invita chi lo abbia riconosciuto dalla fotografia di contattare l’Ufficio della Squadra mobile.

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Per quanto possa sembrare frammentaria, questa attività in realtà va a colpire la fiducia dei ladri che finora avevano agito indisturbati nell’ombra. La polizia sta infatti continuando a raccogliere impronte, tracce ed elementi sui ladri di appartamento che con il tempo si riveleranno sempre più utili per identificarli. «Cerchiamo di mettere loro il sale sulla coda, per ora», ha spiegato Tassi. Intanto proseguono i pattugliamenti. E in manette finiscono anche altri tipi di delinquenti. Come un tunisino, Akem Bachei, pizzicato dopo aver taccheggiato il negozio di Tezenis. Il giovane importunava i passanti della “Vasca” in via Emilia Centro finché qualcuno ha avvisato il 113. La pattuglia è arrivata mentre il tunisino saliva su un bus. Credeva di averla fatta franca, ma è stato seguito e preso mentre scendeva a una fermata. Addosso aveva oggetti appena rubati in negozio. Ha dato un nome falso ma è stato scoperto.

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