Parco Remesina, annullato l’ok al piano
L’amministrazione ha deciso lo stop per “autotutela” dopo il dietro front di un proprietario
Brusco stop in Consiglio comunale per quanto riguarda il futuro dell’area verde che si trova in via Remesina interna, nella zona che precede il canale e il passaggio a livello. Nel corso della seduta di giovedì scorso, è stato infatti votato all'unanimità l'annullamento in autotutela di una delibera approvata a maggioranza il nove ottobre scorso dal civico consesso.
La delibera riguardava l'autorizzazione alla presentazione del Piano particolareggiato di iniziativa privata 'PP 2-via Bernini' che interessava un'area di 47 mila metri quadrati compresa tra le vie Alberti, Brunelleschi e Remesina interna e sulla quale era prevista la possibilità di costruire centinaia di alloggi. Autorizzazione resa possibile dal fatto che due dei tre proprietari del terreno avevano firmato ad aprile la domanda al fine di ottenere l'autorizzazione stessa (la normativa del Prg (Piano regolatore municipale) vigente impone il requisito che lo facciano nel caso non ci sia l'unanimità i proprietari che possiedono almeno il 75 per cento della Superficie territoriale dell'intero Comparto, e i due richiedenti possedevano l'88% di questa). Nelle scorse settimane uno dei due proprietari firmatari ha però comunicato al Comune di non aver mai sottoscritto la richiesta di autorizzazione alla presentazione del Piano, richiedendo dunque l'annullamento della delibera: è poi successivamente stato notificato dal terzo proprietario (non firmatario) anche un ricorso al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) per annullare la delibera del Consiglio.
L'assessore all'Urbanistica Simone Tosi ha replicato ieri in aula ad una domanda specifica del consigliere di Forza Italia Roberto Benatti che l'amministrazione non sa cosa stia succedendo al di fuori degli uffici comunali tra queste persone ma che era importante che per autotutela il Comune arrivasse ad annullare questa delibera, visto che erano venuti i meno i presupposti necessari alla presentazione della richiesta di autorizzazione e dunque alle legittima adozione dell'atto deliberativo del 9 ottobre scorso.
Tosi nella seduta di ottobre, coadiuvato da Norberto Carboni, Dirigente del settore, spiegò come su quest’area in base agli indici di edificabilità potrebbero essere costruiti 470-500 alloggi; poi che i due proprietari del terreno hanno circa mezzo milione di euro di Ici da pagare al Comune, con un accertamento di tre milioni di valore dell’area in questione, e hanno pendenti ricorsi avversi al Comune proprio in merito a questi versamenti. In quell’occasione la notizia suscitò anche notevoli perplessità da parte degli ambientalisti che non volevano la nuova colata di cemento. Adesso tutto torna al punto di partenza.
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