«Riparto a testa alta e usando soldi miei»
Mirandola. Marcello Marchesi inaugura oggi il nuovo negozio di gioielleria rimesso a nuovo
MIRANDOLA. In un centro storico ancora alle prese con la ricostruzione, qualcuno ha deciso di andare controcorrente aprendo una nuova attività.
Si tratta di Marcello Marchesi, molto noto in paese per l'oreficeria “Al gioiello”, da ormai tre generazioni (il nonno iniziò come orologiaio nell'immediato dopoguerra) in mano alla famiglia.
Dopo il sisma la sede storica di via Curtatone è risultata gravemente danneggiata. Sebbene lo stabile sia tuttora inagibile, un cavillo burocratico ha impedito di raggiungere i requisiti necessari per poter accedere ai contributi: «Le scosse hanno provocato numerose lesioni, soprattutto a livello del terzo piano - spiega - Il fatto è che il piano stesso non era ancora stato interamente completato, per cui non è stato possibile ottenere alcun tipo di rimborso».
Nei giorni successivi al terremoto l'attività venne delocalizzata presso la galleria commerciale “Al Borgo” di viale Gramsci, dove ancora oggi continuano ad operare diversi negozianti.
Ma nonostante il sisma non abbia risparmiato neanche l'abitazione dell'imprenditore, Marchesi ha deciso di rilanciare investendo buona parte dei propri risparmi nella nuova attività di via Pico.
Il locale prescelto, svuotato e rimesso totalmente in sesto, verrà inaugurato nella giornata di oggi, dopo sole tre settimane di lavori.
«Ho subìto danni per migliaia di euro, soldi che ho dovuto pagare di tasca mia - prosegue il gioielliere mirandolese - Ma quando mi si è presentata questa nuova occasione non ho esitato neanche un istante. Certo, per intraprendere questa sfida ho avuto anche bisogno di finanziamenti, che fortunatamente non mi sono mai stati negati».
In un contesto nel quale il centro storico risente degli effetti del sisma, dove molte attività faticano ad accedere al credito e lottano quotidianamente con la crisi per non chiudere i battenti, la scelta di aprire un nuovo punto vendita di gioielli (che va ad affiancare quello di viale Gramsci) a prima vista potrebbe sembrare quantomeno azzardata.
«Ho deciso di fare questo nuovo investimento perché credo nel futuro di questo paese, anche se mi rendo conto che per molti il mio possa sembrare un salto nel buio - spiega Marchesi - Certo, le difficoltà sono ancora tante: dopo due anni e mezzo molte vie sono ancora chiuse, il centro ha perso numerosi abitanti, diversi commercianti non sono ancora rientrati e tra quelli rimasti forse é venuto un po' a mancare lo spirito di aggregazione che si era creato dopo il sisma. Ma l'attaccamento alla città, dalla quale non sono mai fuggito, mi spinge ad intraprendere questa nuova e ambiziosa sfida».
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