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Sigonio, sì al ritorno in Saragozza

Nell’assemblea tra rappresentanti degli studenti e docenti prevale la sede storica

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Radici o novità? Un dubbio da risolvere presto nel Sigonio che verrà. Ieri pomeriggio la Villa D’Oro ha ospitato un’assemblea sulla proposta del sindaco Muzzarelli di far tornare il liceo in via Saragozza. In mattinata la visita della sede storica dei rappresentanti del Consiglio. Saranno loro a scegliere, a inizio gennaio. L’ago ha peso ieri verso il ritorno, scelto anche da circa il 75% dei rappresentanti di classe. «Faremo un sondaggio o un referendum tra tutti gli studenti», ha garantito Mattia Gualdi, rappresentante d’istituto. «Lo stesso per tutti i rappresentanti», ha detto il dirigente scolastico, Roberta Pinelli. La preside non s’è espressa in merito, invitando a scegliere tra affetto e bisogni. Pinelli ha confrontato i due progetti. Da aule (40 in via Saragozza, 42 in via Montecuccoli) e laboratori (otto a testa) a parcheggio e risparmio energetico, assenti nella prima e presenti nella seconda. Più ampia la scuola nuova (5.754 metri quadri a 3.971), ma via Saragozza “vince” per museo e cortile. Per la sede storica minori i costi (circa 10 milioni di euro a 16) e più vicina la consegna (2018 a 2019). «Il sindaco ha garantito che i sei milioni di differenza - ha ricordato Ilaria Mattioli, rappresentante degli studenti - verranno investiti per aiutare il Venturi». Tra i fautori del ritorno il presidente del Consiglio d’istituto, Andrea Salvioli Bonetti: «Dopo aver visto il San Paolo ancora più convinto». Molti i docenti favorevoli. «Ci sono le nostre radici», ha detto Alessandra D’Acconti. «Sarebbe la scuola più bella di Modena», ha aggiunto Franca Loprete. «Qualunque scuola nuova non potrebbe avere gli stessi pregi», ha sostenuto Anna Gibellini. «Un riferimento per la città» per Antonio Vaccari. «Si può dare un’anima alla nostra scuola» per Elisabetta Piccinini. «Servono muri che trasmettono cultura», ha detto Giulia Gozzi. «La bellezza è una priorità politica» per il vicepreside Mario Agati, per cui sono superati i problemi se si fosse ristrutturato prima del sisma. Per la scuola nuova Elisabetta Bompani, «arrabbiata per la situazione», Gabriella Veronesi, rappresentante dei genitori di I M («meno bella, ma più funzionale») e due genitori. In Consiglio potrebbe ancora cambiare tutto.

Gabriele Farina

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