«Stupro di gruppo, processateli tutti»
La richiesta del pm Sighicelli al gip per i ragazzi modenesi “bene” che abusarono della minorenne e per quelli che li coprirono
È arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e quattro i maggiorenni coinvolti nell'accusa di stupro di gruppo risalente a poco più di un anno fa: l'udienza preliminare è stata fissata per il 9 marzo. È il nuovo atto della vicenda denunciata nell'ottobre 2013 da una liceale sedicenne modenese e in seguito da lei confermata anche in sede di deposizione durante l'incidente probatorio: in agosto, al termine di una serata a bordo piscina nella villa di un suo conoscente, quando il suo tasso alcolico era già elevato, era stata portata nello spogliatoio e violentata mentre altri controllavano che gli amici non si avvicinassero. Un racconto che il sostituto procuratore Maria Angela Sighicelli ha ritenuto fondato e per il quale ha chiesto il processo per i giovani della “Modena bene” dai 21 ai 19 anni. Tutti modenesi incensurati. Più un 17enne, ora maggiorenne, che con la stessa imputazione affronterà il Tribunale dei Minori di Bologna. L’accusa afferma che tre di loro praticarono violenza sessuale sulla minorenne, uno di questi arrivò allo stupro vero e proprio, mentre due loro amici facevano da “palo”. Rischiano dai 6 ai 12 anni di reclusione. Si chiude così, dopo un lungo periodo di indagini condotte dai carabinieri una scabrosa vicenda che ha scosso la città. I difensori dei ragazzi accusati hanno sempre invitato a un giudizio ponderato considerando che l'accusa si basa sulla versione della vittima. Dall'altra parte, il padre della ragazza, sottoposta ad accuse e insinuazioni, era uscito allo scoperto con una lettera in cui si diceva fiero del coraggio della figlia che aveva superato una barriera psicologica di vergogna e pregiudizio. La città si è spaccata: da un lato gli amici dei ragazzi, dall'altro il fidanzato e gli amici di lei. Anche l’intervento dell’allora sindaco Giorgio Pighi ha suscitato scalpore: «In questa vicenda, che voglio ritenere isolata insieme al dramma della vittima e delle famiglie coinvolte, ciò che più mi ferisce è la mancanza di solidarietà tra i ragazzi, gli altri amici e le altre amiche che sapevano e non hanno impedito quanto stava accadendo», aveva detto. Parole accolte con un plauso ma anche critiche. Il caso ha avuto pure risvolti sconcertanti: davanti alla scuola della ragazza - la cui privacy doveva essere tutelata al massimo - sono stazionate per giorni troupe televisive. Un cancan che ha sottoposto la giovane a un carico di tensione insostenibile tale da costringerla anche ad assentarsi dalle lezioni per alcuni giorni. Una brutta vicenda in cui oltre al racconto, alcuni giorni dopo i fatti, al termine di una visita in ospedale che confermava lo stupro, ci sono anche reperti forniti dalla ragazza che contengono tracce biologiche che sono state sottoposte alle analisi del Dna da parte dei Ris. L'esito di questi reperti però è controverso e sarà elemento chiave anche all'udienza preliminare fissata per il 9 marzo.
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