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Unioni civili, approvato il registro

Unioni civili, approvato il registro

Sono trascritte le nozze omosessuali e registrate le coppie di fatto

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FIORANO. Mentre in Comuni vicini si affilano le armi per il confronto che non sarà semplice, a Fiorano l'altra sera il consiglio comunale ha approvato l'istituzione del registro delle unioni civili in Municipio, con un ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle e poi emendato dal Pd, ma alla fine, dopo confronti e pause di riflessione durante la seduta, sottoscritto da tutti. Unico voto contrario, quello di Pantelis Assimakis, gruppo misto ma entrato in consiglio per Forza Italia. Nel registro potranno essere trascritti i matrimoni omosessuali contratti all’estero e registrate le unioni civili tra cittadine e cittadini, dello stesso o di diverso sesso. «Una certificazione di questo tipo – ha spiegato Giuseppe Amici, capogruppo 5 Stelle illustrando l'odg - può servire a molte cose: ad esempio, in un eventuale contenzioso, per provare in giudizio la durata e la stabilità della convivenza; soprattutto, per godere dei diritti attribuiti al coniuge dalla legislazione europea, consentendo così l’ottenimento del permesso di soggiorno per ogni cittadino di un altro paese dell’Unione Europea che voglia stabilirsi in Italia con la persona che ama. Non serve essere un fine giurista per capire che la libertà di circolazione affermata dai trattati dell’Unione Europea non è una vera e propria libertà se un cittadino viene considerato sposato in uno Stato e celibe in un altro». «Insieme alla grande soddisfazione per l’avvio di questo progetto – commenta la consigliera Pd Sara Santi - è stata veramente grande la bellezza nel vedere la maggioranza e parte dell’opposizione fare di due testi uno solo, votarlo e farsi anche un applauso finale; tutto questo senza nessuna bandierina, ma con solo la comunione d’intenti. Siamo ben consci che la strada per i diritti civili è ancora lunga e che questo atto simbolico non può essere fine a se stesso. Per questo ricordiamo al Parlamento e al Governo di prendersi la responsabilità di regolare le unioni civili, con annessi diritti e doveri, per portarci al livello del resto d’Europa».

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