Gazzetta di Modena

Modena

IL COMMENTO

A Modena l’arte è la principessa... Cenerentola

di Michele Fuoco

di Michele Fuoco La Palazzina dei Vigarani diventerà Palatipico, in occasione dell'Esposizione universale di Milano. Prodotti di eccellenza della gastronomia modenese (tortellini, aceto balsamico,...

3 MINUTI DI LETTURA





di Michele Fuoco

La Palazzina dei Vigarani diventerà dunque PalaExpo con Villaggio del Gusto in occasione dell'Esposizione universale di Milano. Prodotti di eccellenza della gastronomia modenese (tortellini, aceto balsamico, lambrusco...) prenderanno per alcuni mesi il posto di opere d'arte. Lo ha deciso il sindaco Muzzarelli che non credo voglia tornare sui suoi passi. All'inflessibilità del primo cittadino si oppongono le irremovibili dimissioni di Marco Pierini, direttore della Galleria Civica. Un vero peccato "perdere" Pierini che era riuscito a portare nell'istituto modenese una certa "umanità", cioè un maggiore e più cortese rapporto con gli artisti locali e con il pubblico. Non gli fanno difetto la modestia e la volontà di fare bene, anche con un bilancio risicato. Ma la domanda d'obbligo è se la trasformazione della Palazzina in luogo commerciale debba davvero fare scandalo.

Il problema, in verità, ha radici più profonde. Non è la prima volta che la struttura dei giardini pubblici resta chiusa al pubblico. Nel 1999 la Palazzina restò inaccessibile ai possibili visitatori per buona parte dell'estate, mentre al suo interno erano esposte la opere fotografiche dei giapponesi Izu, Sugimoto. Yamamoto e Sugiura. Lo stabilì, "sponte sua", l'allora direttore della Civica Walter Guadagnini che evidentemente non credeva che la mostra, da lui organizzata, potesse avere successo. Un'autentica sconfitta per la cultura modenese, grazie ad un'arbitraria scelta del direttore.

E che le autorità siano distanti dall'arte lo dice a chiare lettere la soluzione di cancellare, durante il restauro della Palazzina nel 2010, l'intervento che Katharina Grosse aveva fatto su tutte le pareti, anche nel bagno e sui termosifoni, due anni prima. Circa 115 mila euro era costata l'operazione dell'artista tedesca chiamata dalla direttrice Angela Vettese che non badava a spese, tanto che al Milovan Farronato furono assegnati 7.184 euro. Compensi folli anche per altri curatori e per la realizzazione di sette mostre furono spesi circa 800 mila euro. E l'attività espositiva non è mai brillata, fatta eccezione per qualche artista, con l'inevitabile conseguenza che le sale hanno messo spesso in luce l'assenza di visitatori. Sono stati spesi miliardi di lire, o se volete milioni euro, per fare una scorpacciata, spesso indigesta, di poveristi e concettuali portati da Giovanni Castagnoli, di pop art, persino italiana (una apposita mostra che suscitò l'ilarità sul palco di Bonito Oliva, mentre nei giardini presentava i transavanguardisti) promossa da Walter Guadagnini, le astruse e incomprensibili rassegne della Vettese. Di sicuro solo una finanza senza un severo controllo: tanti i soldi impiegati per le manifestazioni che pochi hanno visto, con un disinteresse quasi totale anche da parte degli amministratori che, evidentemente, non hanno dato mai importanza al lavoro della Galleria Civica. Solo così si spiega la decisione del sindaco, senza interpellare il direttore Pierini, al quale va il merito di non sentir legato il sedere alla poltrona, come purtroppo avrebbero avvertito tan. ti altri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google