Sassuolo, via Indipendenza: «Aggressione violenta, abbiamo paura»
Allarmati i residenti di via Indipendenza dopo la rapina sotto casa al manager: «Ennesimo colpo, tengono d’occhio la zona»
La gente che abita nella zona residenziale di via Indipendenza ha ancora più paura. Dopo l'aggressione dell'altra sera a un manager 63enne, preso a bastonate, subito dopo essere sceso dall’auto, per una borsa con poche centinaia di euro, nel vicinato crescono timore e perplessità, perché di furti qui ce ne sono già stati molti, ma le azioni si fanno più violente anche per un bottino di poca entità. La vicenda ha coinvolto da subito tutte le palazzine vicine, perché la richiesta d'aiuto dell'uomo aggredito l'hanno sentita in tanti e hanno provato a prestare soccorso e poi a dare supporto ai familiari.
È un vicino, che risiede due palazzi più avanti, il primo che ha prestato soccorso all'aggredito. «Passavo vicino alla discesa dei garage - racconta - e ho sentito qualcuno che chiedeva aiuto. Sono arrivato sul posto davvero pochi minuti dopo l'aggressione, l'ho trovato seduto a terra e ferito, ma vigile e cosciente. Mi ha detto cos'era successo, ho provato a vedere se c'era ancora qualcuno ma gli aggressori si erano dileguati. Allora l'ho assistito mentre chiamavo il pronto soccorso e intanto arrivavano altri condòmini, oltre ai familiari. Per tutti è stato un trauma, per lui evidentemente lo è di più e quindi capisco che abbia chiesto a tutti un po' di riservatezza».
La dinamica ormai è abbastanza chiara. A differenza dei garage sul lato anteriore di questo complesso residenziale, i cui accessi sono protetti da cancelli, in questa ala posteriore, a cui si accede direttamente dai viali del parco Ducale, si entra liberamente nello spazio garage, non ci sono accessi chiusi. Si ritiene che i due aggressori si siano appostati nel vano della rampa di scale che dai cortili porta ai garage e abbiano atteso il primo che sarebbe arrivato con l'auto. L'obiettivo non era necessariamente il manager che hanno aggredito, ma l'intento era pensato e programmato per colpire in questo modo. La zona e i possibili nascondigli li avevano certamente studiati prima. È questo che temono anche gli altri residenti: «Questa è una zona abbastanza buia, lontana dalla strada principale, sul retro e su un lato dà sul parco Ducale e su zone deserte. Non è difficile appostarsi, osservare abitudini e accessi. Ci sentiamo spiati, le modalità di questa rapina ne sono una prova». «Abito al piano terra - spiega un altro - e ho sempre evitato le inferriate perché mi sembra di essere un po' in carcere. Però ho montato l'antifurto e adesso anche i sensori agli ingressi, spero che siano sufficienti e che questa escalation di criminalità si arresti». L'uomo aggredito, come ha raccontato la famiglia, è rientrato a casa il giorno dopo la rapina, con trenta punti di sutura che gli ricorderanno purtroppo a lungo questo brutto episodio. In tanti sono andati a chiedere notizie sulle sue condizioni di salute. È molto provato per l'accaduto, anche se in generale sta bene, non ne parla e ha chiesto di fare altrettanto alla moglie.
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