Gazzetta di Modena

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Carte bollate a raffica per difendere l’ospedale

di Vittoria Melchioni
Carte bollate a raffica per difendere l’ospedale

Castelfranco. Istanze inviate a ministero della Salute, Regione e Difensore civico Le opposizioni compatte: «Il piano di riconversione è incoerente e va fermato»

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CASTELFRANCO. “Noi non molliamo!” è questo lo slogan con le quali l’opposizione, unita, continua la propria battaglia per non far riconvertire l’ospedale “Regina Margherita” in casa della salute e hospice. A Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Lista civica Frazioni e Castelfranco e al solo consigliere di Forza Italia Rosanna Righini si è aggiunto il Comitato Liberi di Scegliere.

«Appaiono evidenti le incoerenze con le indicazioni regionali e con il contenuto del Pal che, in nessun punto, prevede la realizzazione di un hospice - spiegano - e tanto meno della sua realizzazione unitamente ad una casa della salute». Mentre prosegue la petizione popolare per il potenziamento del reparto di Medicina e la presenza 24h/24 del pronto soccorso (sono state raccolte circa 2000 firme), i consiglieri hanno inoltrato una richiesta di intervento al Difensore Civico Regionale per verificare la regolarità delle delibere dell’Ausl; un’istanza di revoca di finanziamento inviata al ministero della Salute per i due milioni di euro per l’accordo della ristrutturazione del Servizio Presidio Diagnosi e Cura al Policlinico di Modena (la palazzina crollò e non venne più usata a tale scopo); un intervento nel procedimento presso la Regione affinché venga respinta la domanda presentata dalla Ausl per il riutilizzo dei quasi 2 milioni di euro per la riconversione dell’ospedale di Castelfranco. Ed infine un esposto alla Corte dei Conti per la mancata ricostruzione della palazzina crollata al Policlinico. A tutte queste azioni legali è seguita anche un’interrogazione per conoscere l’attuale stato del reparto di Medicina.

Ad oggi è aperto solo il primo piano con 23 letti, ma non il terzo piano con ulteriori 17 posti, riaperto dopo i lavori di adeguamento antincendio prescritti dai vigili del fuoco e poi richiuso il 22 novembre. Le domande dei consiglieri sono tante, soprattutto perché i cittadini sono all’oscuro di tutte queste “manovre” che riguardano la loro salute. «I 40 posti letto non utilizzati a Medicina - denunciano - sta avendo ripercussioni anche sul personale infermieristico e medico, costretto ad andare in ferie per il momento e chissà, magari ad essere trasferito a breve».

Un altro problema sollevato è il ruolo dei cittadini-pazienti castelfranchesi visto che alcuni sono stati “inviati” a Pavullo e non a Vignola o al Policlinico, con tutti i disagi che ne conseguono. «La gestione dei servizi sanitari non è ben chiara - aggiungono - Così come, nonostante i tanti proclami, non si sa se sarà garantita la permanenza dei medici di famiglia nei loro ambulatori soprattutto nelle frazioni».

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