Ecco il referendum per salvaguardare il Santa Maria Bianca
Mirandola. Progetto consultivo per un ospedale più “forte” Forza Italia e M5s: «Andiamo uniti». Servono 1800 firme
MIRANDOLA. Presentato da Forza Italia e Movimento 5 Stelle il referendum per “salvare” l’ospedale, soggetto ad un continuo impoverimento di specializzazioni, e destinato a trasformarsi in una lungodegenza. Antonio Platis (Fi), Nunzio Tinchelli e Giorgio Cavazza (M5s) hanno annunciato il via all’iter per indire un referendum consultivo per impedire ai sindaci la “devitalizzazione del locale ospedale - hanno detto - Un tema del genere merita di andare oltre agli steccati tradizionali. Non è tollerabile che il nostro ospedale diventi una lungodegenza e ci auguriamo che aderiscano al referendum tutti coloro che si sono battuti per il Santa Maria Bianca. Dai sindaci dell’Ucman, infatti, non ci si può aspettare più di tanto: sono a libro paga del Pd e sono pronti a firmare il nuovo Pal che sancirà la fine di Mirandola ed il tramonto dell’ospedale di Carpi. Ci rendiamo conto dei costi di un ospedale, ma siamo altrettanto convinti che per un territorio di 86mila abitanti non si debbano fare soltanto calcoli matematici».
L’iter che porterà al referendum prevede le seguenti tappe: il 30 dicembre si costituirà il Comitato Referendario e sarà depositato il quesito. Poi il Comune dovrà verificare in alcuni giorni la correttezza formale ed un garante, probabilmente il Difensore Civico Regionale, valuterà l’ammissibilità. Ad inizio febbraio dovrebbe iniziare la raccolta firme che punta alle 1800 necessarie per tagliare il traguardo.
«Mirandola ha perso quasi tutti i primariati che sono “divisi” con Carpi, non esiste una terapia semi-intensiva e le operazioni chirurgiche sono solo di routine; diversi reparti sono stati sostituiti dalle aree omogenee, i posti letto sono meno e pediatria è uno “sportello” aperto dalle 8 alle 20. In aggiunta, si verifica il fenomeno della mobilità passiva. Persone che vanno a curarsi altrove e che portano fuori dal nostro territorio tre milioni di euro di fatturato, perché scelgono Monselice piuttosto che Pieve di Coriano. Vogliamo, con questo referendum, far esprimere i mirandolesi per sapere se vogliono veramente un ennesimo impoverimento del territorio oppure desiderino avere un Santa Maria Bianca punto di riferimento come era un tempo».
Può sostenere il referendum chiunque abbia a cuore la sanità locale. Come il comitato “Salviamo l’ospedale della Bassa” che aveva evidenziato: «La Bassa ha già dato: in 20 anni hanno chiuso tre ospedali su 4, le donazioni del dottor Veronesi per il nuovo reparto Dialisi e Nefrologia, sono finite a Modena la prima volta nel ’79, e rifiutate nel ’94 quando è stato progettato l’allargamento dell’ospedale, per il quale erano già stati ottenuti 5 miliardi dalla Regione».
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