Fabio, da metalmeccanico ai terroristi
Il 39enne Esposti è disoccupato e si è convertito da poco. I conoscenti sbalorditi: «Era quello che si vestiva da metallaro»
Nella piccola frazione mantovana di San Giacomo delle Segnate, avvolta dalla nebbia, tutti si conoscono e dalla mattina di ieri tutti non fanno che parlare di Fabio Esposti, il 39enne di origini modenesi inserito in un elenco del ministero dell’Interno, redatto dai servizi di sicurezza, che accosta una quarantina di italiani ad ambienti vicini alla Jihad islamica. Esposti è ora il protagonista di quella che sembra essere sempre più una storia pirandelliana: il novello “Uno Nessuno Centomila” è descritto come un personaggio mite che ha cercato tra alti e bassi di farsi strada nella vita, un operaio metalmeccanico che come tanti ha perso il lavoro, ma dolce e mite. Altri invece sbottano, dicendo che una cosa del genere se l’aspettavano, che “ha sempre avuto dei problemi da quando a 16 anni, guidando l’auto del padre, senza patente, andò a sbattere contro il bar del paese facendo milioni di danni”.
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Esposti ha una vita familiare complessa, a cui in molti fanno risalire le cause di un carattere particolare. «La madre - raccontano a San Giacomo - è andata a convivere con un altro uomo. Suo padre ha avuto poi una intricata storia d’amore con una donna venuta dall’Est, che mentre viveva alle spalle del “fidanzato” si prostituiva, fino a far arrivare dall’estero il suo vero compagno». Per quella storia, raccontano le chiacchiere di paese, il 38enne arrivò persino a cacciare il papà da casa, facendolo rientrare solo dopo aver perso il posto di lavoro in un’azienda metalmeccanica di Reggiolo, perché non poteva pagare le bollette, ma costringendolo a vivere in quello che definiscono come lo scantinato di casa.
Un quadro a tinte chiaro scure quello della vita di Fabio Esposti, colui che ora, dopo la conversione all’Islam, si fa chiamare Yahya Salafi. Su facebook esprime numerosi attestati di stima nei confronti dello sceicco saudita Al Fawsan, tra i principali sostenitori dell’intransigenza musulmana, ma che a San Giacomo resta quel semplice ragazzo che in pochi anni ha smesso i panni del metallaro per indossare la tipica tunica islamica.
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Nell’ultimo periodo, ossia dopo la conversione veicolata dall’amico Max Roveri e abbracciata dopo l’interruzione di un rapporto d’amore con una ragazza del paese, Esposti frequentava ormai una cerchia ristretta di amici, tutti legati al mondo musulmano, in particolare quelli che ruotano intorno al Centro Islamico di Mantova.
«Un altro abbaglio - sottolinea Roveri parlando del rapporto dei servizi segreti che coinvolge pure l’amico - anche lui con questa storia non c’entra nulla».
In questi giorni qualcuno giura di averlo visto ovunque, mentre altri dicono che è già partito da un pezzo per l’Oriente; alcuni dicono che è stato solo plagiato dalle cattive compagnie: “la fede nell’Islam non porta solo alla violenza - si chiacchiera in paese - Avrà trovato qualche strano Imam che sì è rifugiato nei meandri della pianura padana è lo ha dirottato verso chissà quali spiagge”.
Di sicuro ieri sera Fabio in paese non si è visto, c’era solo suo padre che cercava un po’ di calore grazie ad una bombola di gas, dal momento che tutti in paese sanno che il suo scaldabagno sì è rotto.
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