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LA PROVOCAZIONE

Palaexpo, A questo punto perchè non il Duomo?

di Ugo Cornia
Palaexpo, A questo punto perchè non il Duomo?

 In merito a questa decisione di mettere dei prosciutti e formaggi, al posto di mostre d'arte, nella palazzina dei giardini pubblici, in solidarietà con l'expo di Rho, bene, devo dirlo,...

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di Ugo Cornia

In merito a questa decisione di mettere dei prosciutti e formaggi, al posto di mostre d'arte, nella palazzina dei giardini pubblici, in solidarietà con l'expo di Rho, bene, devo dirlo, io non ci vedo niente di male. D'altronde, lo sappiamo, siamo tutti cresciuti in una città in cui si sentiva dire molto più spesso “pan, persott, figa e lambrosc” (per i forestieri “pane e prosciutto, figa e lambrusco”) che per esempio “Picasso e Van Gogh, Dante e Manzon”, che come detto fa un po' schifo, Manzon al posto di Manzoni fa rima, ma suona male, e poi prevede un certo tasso di scolarizzazione, che è molto costoso da ottenere e non si sa più quanto sia utile, mentre la figa e il prosciutto cosa voglion dire lo capisce anche uno che ha fatto soltanto le elementari.

Ecco: “Picasso e Van Gogh, e un uovo alla cocque” suona già meglio, fa questa rima non spiacevole, ma soprattutto alla fine ti sembra di mangiarti almeno qualcosina, l'uovo.

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Quindi, lo ripeto, per me l'operazione va bene. O meglio, va quasi bene. Perché la palazzina dei giardini pubblici, se vogliamo dirla tutta, a mio giudizio è un po' fuori strada; è vero che è in centro, però è in una zona del centro che è un po' decentrata. Quindi ti dà l'idea dell'occasione un po' sprecata. E un'expo non viene tutti gli anni. Va be' che c'è da andare a vedere dei prosciutti e magari qualche forma, però devi farti una bella scarpinata e c'è da farsi anche un po' di ghiaino. Le donne coi tacchi avranno l'occasione di guardare e annusare sti prosciutti col piede un po' stanco e dolorante. Magari c'è la nebbia e fa freddo.

Secondo me, per sfruttare l'occasione al meglio, bisognava cercare una zona del centro più centrale. Allora, discutendone col tale e il tal'altro, colgo al volo il suggerimento dell'amico A. B. che un bel momento mi dice: “la prossima volta li metteranno in Duomo”. E io allora dico: “ma perché non metterceli subito?”. Perché dobbiamo buttar via un occasione che tornerà magari fra centotrentacinque anni? Modena non è soltanto una città che ci tiene all'arte, e una città che ci ha sempre tenuto anche alla religione, e un Duomo con una cripta piena di prosciutti ti scalda l'anima. D'altronde lì c'è la Madonna della pappa, si chiama proprio così: della pappa, a significare questo nostro antico legame modenese col mangiare, di popolo che pensa a Dio anche se ha la pancia piena, e non sarebbe neanche difficile chiedere a qualche bravo artista di aggiungere un'altra statua, nuova, ma fatta per bene, in stile, che uno neanche se ne accorga che è stata aggiunta, con un altro garzone che dia al bambin Gesù un panino al prosciutto. E magari pian pianino non sarà più soltanto la “Madonna della pappa”, ma diventerà la “Madonna della pappa e del panino al prosciutto”.

La storia è viva. Le cose cambiano. Io dunque proporrei prosciutto nella cripta, parmiggiano-reggiano nella navata centrale, e salami e zamponi appesi nelle due navate laterali. E c'è anche il lambrusco. Non dimentichiacemolo. Bisogna che mettiamo da qualche parte anche il lambrusco. Potremmo metterlo in Comune.

L. 'idea devo dire è molto piaciuta anche a un mio amico che gestisce un locale e dice che allora chiederebbe molto volentieri la chiesa della pomposa per una esposizione e degustazione di caciocavalli, giusto a significare anche questa grande tradizione di multiculturalità della città. Quindi, ripeto non sprechiamo questa occasione che non sappiamo quando ritornerà.

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