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l’amico roveri

«Questa è una barzelletta, ma mi sta rovinando la vita»

«Questa è una barzelletta, ma mi sta rovinando la vita»

«Una gigantesca barzelletta, che però rischia di rovinarmi la vita. Sono stato descritto come un combattente islamico finito sotto la lente dell’antiterrorismo. Una specie di mostro. E adesso secondo...

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«Una gigantesca barzelletta, che però rischia di rovinarmi la vita. Sono stato descritto come un combattente islamico finito sotto la lente dell’antiterrorismo. Una specie di mostro. E adesso secondo voi io come farò a trovare un lavoro?». Massimiliano Max Roveri, 42 anni, l’ex ristoratore ed ex benzinaio di Quistello che dopo la conversione all’Islam si fa chiamare Maximiliano Abdel Rahim Roveri, è tra i 40 italiani avvicinati alla jihad islamica. Al telefono risponde subito ed esordisce con una sonora risata. Ma subito dopo la sua voce, senza però mai perdere la calma, si fa severa e cupa. E inizia un ragionamento. «In questa vicenda si fa riferimento agli 007 e a un rapporto del Viminale su presunti legami con il mondo dei guerriglieri islamici. Allora io vi dico, ma vi pare che uno come me che telefona alla figlia tutti i giorni con lo stesso cellulare che ho da anni, che gira tranquillamente per Quistello possa essere legato a quel mondo? Come minimo dovrei essere già in galera, oppure aver ricevuto una denuncia o un avviso di garanzia. E invece nulla, nulla di nulla».

Nel rapporto del ministero dell’Interno, del quale ieri l’altro il quotidiano La Repubblica ha pubblicato alcuni stralci, si parla di Roveri come di un soggetto «con forti derive jihadiste e che fa la spola tra l’Italia e Aleppo in Siria». «Eccola, la storia totalmente inventata - sottolinea Roveri - io quasi quasi non so nemmeno dov’è Aleppo, non ci sono mai stato. E poi come ci vado? A piedi. Negli ultimi anni sono uscito dai confini nazionali solo una volta e il cellulare mi ha subito avvisato che ero fuori Italia. Ma, scusate, se fossi andato ad Aleppo o altrove mi avrebbero beccato subito tramite il cellulare. Ripeto, se fosse vero solo un decimo di quello che è stato scritto sui giornali sarei come minimo già in carcere. Non so di chi sia la colpa, ma questa volta gli 007, il ministero o i giornali hanno davvero creato un finto mostro. Soddisfatti?».

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