Agguato: barista picchiata e rapinata
Due incappucciati le hanno sferrato colpi e rotto in testa la loro pistola giocattolo. Presi soldi delle macchinette e sigarette
«Perchè tutta questa violenza? Non poteva fare nulla contro di loro, ho solo cercato di divincolarmi da quello che mi aveva bloccato, che mi aveva come abbracciato da dietro e mi teneva ferma. Ma tutti quei colpi, un po’ dappertutto, e poi quelli in testa, con la pistola... Terribile. Una violenza gratuita, feroce». A.D. è una signora non giovane, esile ma tenace. Una lavoratrice in forza al bar tabaccheria “Da Roberto” a conduzione familiare in via Collegara, al civico 70, nella frazione di San Damaso. All’interno del suo locale è stata aggredita, picchiata e colpita al capo con una pistola giocattolo. la finta arma, a causa della violenza dei colpi, si è spezzata, come frantumata,. Tanto che i banditi, per non lasciare tracce, hanno dovuto raccogliere e prendere “i cocci” di plastica caduti sul pavimento. Il bar, ieri mattina verso le 12, era esattamente come l’hanno trovato i due malviventi, due rapinatori dell’Est che hanno messo in atto un agguato per svaligiare il locale. Le serrande davanti agli accessi principali erano chiuse, l’unica porta “libera” era l’ultima, nel lato che dà sulla strada laterale e che da accesso all’ala del bar dove sono collocate le macchinette videopoker e la scambia soldi. È da lì che i due hanno potuto fare irruzione.
«Ero andata a fare le pulizie, alla mattina presto. Ho aperto la porta laterale e mi sono portata dietro al bancone, nei pressi della macchina del caffè, per iniziare le solite pulizie. Non avevo neanche acceso tutte le luci, le serranda erano tutte giù e c’era solo una lucina dove ero io. All’improvviso mi sono trovata davanti quei due, incappucciati, che mi hanno urlato di dare loro i soldi e di stare ferma».
A.D. ha tutto l’occhio sinistro tumefatto dai colpi ricevuti in testa, grossi lividi anche sul collo e sulle mani, bende e una medicazione in plastica da apporre per proteggere l’occhio, come le hanno consigliato all’ospedale di Baggiovara dove era stata portata subito dopo la rapina. Il marito, sconvolto e arrabbiato così come i due figli, spiega: «Sono entrati dalla porta che dà sulle macchinette perché probabilmente era stata appena aperta. Mia moglie ormai doveva iniziare la giornata, si stava ormai aprendo. Si vede che questi hanno atteso fuori, hanno aspettato apposta l’arrivo del primo venuto ad aprire. Uno dei due ha afferrato con tutte e due le braccia mia moglie cercando di bloccarla, l’altro è andato nel retro, nel piccolo magazzino e lì ha preso il cassettino della scambiasoldi, con circa 1200 euro. Poi hanno preso la moneta nel fondo cassa e sigarette. A questo punto, visto che mia madre reagiva e ha fatto per corrergli dietro, le hanno dato i colpi in testa e sono fuggiti su una Punto». La rapina è stata filmata dall’allarme interno: i due sono sempre incappucciati.
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