Esposto in Procura: «Salvate il parco sui viali di Modena»
Sollecitato l’intervento della magistratura sul Comune e i concessionari: «Stato di grave degrado, incuria e insicurezza»
I chioschi in cemento armato, che desolatamente incompiuti fanno la loro “brutta figura” lungo il parco sui Viali, tornano al centro dell’attenzione della magistratura. Questa volta non per i manufatti - la cui sorte è ora al vaglio del tribunale del Riesame - ma per il mancato rispetto delle disposizioni del magistrato, che aveva imposto agli stessi concessionari dei chioschi di tenere la zona dei cantieri sequestrati al riparo dal degrado e in condizioni di sicurezza. Tutto ciò non è avvenuto e, per rendersene conto, basta passeggiare quotidianamente lungo il parco. I residenti a ridosso del parco hanno così deciso di rivolgersi nuovamente alla giustizia per chiedere un adeguato intervento.
Ieri mattina, il Comitato per la tutela del Parco della Rimembranza, ha presentato, presso la Procura e inviato per conoscenza al Sindaco Muzzarelli, una richiesta di intervento per far rispettare le disposizioni del magistrato Claudia Natalini. «È infatti evidente per chiunque passi per il parco, come il degrado e le pessime condizioni igienico-sanitarie dei luoghi in questione siano ormai ad un livello di guardia e costituiscano la regola. - scrivono i residenti - Ora, per il rispetto e il decoro di questa parte della città così volutamente e prolungatamente oltraggiata, si spera che le autorità preposte facciano la loro parte per evitare un ulteriore danno al verde pubblico e per consentire la fruibilità del parco ai cittadini». E non sono risparmiate accuse all’amministrazione comunale, ravvisando nel degrado «la volontà di oltraggiare ulteriormente il parco già violato ed abbandonato da anni di incuria, non per mancanza di risorse come gli amministratori locali vogliono farci intendere, bensì per portare avanti un progetto sciagurato che solo grazie alla Magistratura è stato fermato».
E queste considerazioni non sono estranee all’esito di un incontro avvenuto a fine novembre tra sindaco e assessori competenti (Giacobazzi e Vandelli) e i rappresentanti del comitato con i quali sedeva anche Losavio di Italia Nostra. Nel corso di questo incontro sarebbe emersa chiaramente la volontà dell’amministrazione di proseguire nel progetto dei chioschi. Cinque erano previsti e cinque saranno, con l’unica variante costituita dal materiale in cui verrà realizzato. Auspicio ben diverso da quello dei residenti che, invece, auspicano che il parco torni libero da quelel strutture. Insomma la battaglia è ben lontana dall’essere conclusa.
A questo proposito i residenti confidano nel fatto il pubblico ministero sia sì, determinato a concedere il via libera al dissequestro, ma a condizione della radicale demolizione di tutti i chioschi. Il pm sarebbe cioè ben lontano da aperture e concessioni ai desideri. (a.m.)
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