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Pd, ora c’è la resa dei conti per Campedelli bocciato

di Serena Arbizzi
Pd, ora c’è la resa dei conti per Campedelli bocciato

Alcuni consiglieri annunciano di non avere fatto campagna elettorale per la sua elezione in Regione. Pesanti scambi di accuse

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CARPI. Un’assemblea al veleno, che ha messo in evidenza fratture e divergenze difficilmente conciliabili, almeno in tempi brevi, dal momento che sono volate richieste di dimissioni. Si è svolta nei giorni scorsi al circolo Carpi ovest, l’assemblea del Pd cittadino che ha fatto il punto sulle recenti elezioni regionali e, in particolare, sulla mancata elezione di Enrico Campedelli, ex sindaco di Carpi, fra i consiglieri. Un’assenza, quella di Campedelli, che pesa moltissimo, non soltanto perché isola un Comune così importante come Carpi dalla rappresentanza regionale, ma perché sottolinea che qualcosa, evidentemente, è andato storto durante la campagna elettorale. Dalla mancata elezione di Campedelli, infatti, c’è chi fa notare come ci sia molto di più dell’astensionismo, della semplice disaffezione alla politica e dello scandalo spese pazze, alla base del risultato delle recenti votazioni. E si tratta di qualcosa che è emerso alla riunione al circolo al vetriolo, in un clima di tensione che si tagliava con il coltello, scambi d’accuse e una richiesta di dimissioni. La prima parte dell’assemblea si è svolta, infatti, in un clima che, alcuni presenti hanno definito soporifero. Poi, improvvisamente, c’è chi solleva il tema caldo di queste settimane. L’assessore Stefania Gasparini esordisce dicendo che occorre un’analisi approfondita sul perché il partito non sia riuscito a fare eleggere Enrico Campedelli in Regione. A più riprese è stato evidenziato come il territorio e i sostenitori di Campedelli non abbiano fatto di certo una bella figura: si tratta di un ex sindaco del partito di maggioranza che non ha “sfondato”. Ed oltre a questo Carpi non verrà rappresentata all’assemblea di via Aldo Moro a Bologna, dal momento che, qualora Palma Costi dovesse essere nominata assessore regionale, non è così automatico che lasci l’incarico di consigliere e che, quindi, Campedelli possa entrare come primo dei non eletti. Dopo l’intervento di Gasparini arriva il colpo di scena: prima Benedetta Pecchini, volto noto del Pd in città, e, subito dopo Mariella Lugli, consigliere a Palazzo Scacchetti nonché presidente dell’assemblea comunale del Partito Democratico dichiarano apertamente di non avere fatto campagna elettorale per Campedelli. Da quel momento volano gli stracci e Stefania Gasparini replica a Mariella Lugli nel corso dell’assemblea: «allora devi dimetterti». Lo sconvolgimento dei campedelliani è palpabile dopo avere appreso che componenti dello stesso partito ritenuti alleati, in realtà non hanno favorito l’elezione del candidato di punta. E c’è chi evidenzia come in certe zone di Carpi abbia riscosso un maggior numero di preferenze il candidato consigliere Luca Sabattini, di Castelfranco e per lo più sconosciuto in città. Difficile, per alcuni campedelliani, pensare ad una semplice coincidenza. Inoltre, si pensa che nemmeno i Giovani Democratici abbiano operato compatti per l’ex sindaco. Ed ecco che il nuovo segretario comunale, che verrà eletto a marzo, avrà il difficile compito di ricucire le fratture e ricreare quell’unità che non c’è più.

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