Bonaccini: «E ora i fatti Inizio dai tagli alla spesa»
« È la giunta che volevo, ora basta parole c’è molto da fare. Specie per il lavoro» Palma Costi? «Una garanzia sul fronte ricostruzione». Poi lotta alla burocrazia
«Sono veramente contento, è venuta proprio come la volevo». Stefano Bonaccini pare entusiasta, quando parla della sua squadra. Dice di aver trovato quel mix di competenze ed esperienza che andava cercando. Certo, poi si vedrà, si valuterà alla fine. Perché «le parole contano poco, conteranno i fatti». E proprio per questo diventa necessario «ripartire rapidamente». Bonaccini si lamenta di non aver potuto iniziare prima il suo mandato. In questo senso, la convocazione della nuova Assemblea legislativa nel primo giorno utile – il prossimo 29 dicembre – assume una valenza non solo simbolica. «Non sono importanti le ferie ma incominciare a lavorare immediatamente». Anche perché si tratta di riconquistare la fiducia degli elettori, che a fine novembre hanno disertato in massa le urne. Quel 60% di astensione pesa come un macigno sull’avvio della nuova legislatura. E Bonaccini, che ne è ovviamente consapevole, “corre ai ripari”, annunciando che «uno dei primi atti all’attenzione dell’Assemblea legislativa sarà un ulteriore colpo alle spese della politica. La spending review sarà uno dei capisaldi del nostro programma». Ma, nella lista delle priorità, non può certo mancare la ricostruzione post-terremoto. Il Governatore ci torna sopra più volte, quasi a rimarcarne l’importanza. Del resto, ha voluto confermare la scelta di Errani, ereditando il ruolo di commissario per la ricostruzione. E, in aggiunta, «ho chiesto a Palma Costi di darmi una mano. Chi meglio di lei?». L’ex presidente dell’Assemblea Legislativa, infatti, «ha una particolare sensibilità su quei temi, e per di più ha fatto per tanti anni l’amministratrice. È stata eletta e vive nei territori del sisma e li conosce bene». La ratio della scelta, quindi, sta tutta lì. «Ho voluto assegnare una delega che testimoni un impegno quotidiano per quella che è una vera e propria corsa contro il tempo. Anche perché se è vero che tanto abbiamo fatto, è altrettanto vero che tanto c’è ancora da fare». Per prima cosa bisognerà accelerare e combattere l’eccessiva burocrazia. Fare in moco, cioè, che «i sei miliardi che già sono arrivati da tempo, risultato straordinario ottenuto dalla Regione insieme a Comuni e Governi, possano essere spesi nel più breve tempo possibile. E lavorare affinché nei prossimi anni il governo riconosca il miliardo che abbiamo stimato manchi per complementare la ricostruzione». In poche parole, accelerare, spingere al massimo. Anche perché da Roma arrivano importanti novità. «Per la prima volta i territori colpiti dal sisma del 2012 verranno inseriti nella lista delle “zone franche urbane”». Per Bonaccini si tratta di un successo straordinario, e ringrazia Renzi. «Mi augurerei di vedere l’applauso anche di chi, a partire da Alan Fabbri, ironizzava che non ce l’avremmo mai fatta. Io credo che non abbia colore politico l’aver ottenuto quel risultato, è un fatto importante per chi in quei territori abita, lavora e produce». L’obiettivo finale? Completare la ricostruzione entro fine mandato. «O almeno andarci il più vicino possibile. Quella terra dovrà tornare più bella, più sicura e più forte di prima». In questo senso, nel ragionamento di Bonaccini, si inserisce anche il progetto della Cispadana. Un’opera, spiega, «voluta dai territori e dal sistema imprenditoriale ed economico locale», da concretizzare nel più breve tempo possibile. «Al momento stiamo aspettando l’espressione sulla procedura di via. Per la fine della legislatura vorrei essere vicino alla fine dei lavori». Ma, in tempi di crisi economica, non ci si può certo dimenticare della disoccupazione. Anzi, il nuovo Presidente spiega che «l’ossessione che ci accompagnerà è quella di creare nuovi posti di lavoro.Il rapporto di Union Camere dà un segno di timida ripresa, per i prossimi mesi e anni. Dal tunnel cominciamo a vedere la luce . La nostra attenzione andrà non solo in direzione di una difesa dei posti di lavoro esistenti ma nell’impegno a crearne di nuovi». Per sé il neo governatore ha tenuto la delega allo Sport. Una competenza, spiega, «che è sempre stata vista come figlia di un dio minore, ma è in realtà trasversale a molte tematiche».
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