Eden e Corso a rischio: «La Fondazione ci aiuti»
Le due sale storiche vivono da anni un drammatico calo degli spettatori I gestori: «Speriamo che la Curia ci conceda uno sconto sull’affitto dei locali»
La crisi che mette in ginocchio il mondo del cinema non risparmia nemmeno due delle sale storiche, le uniche rimaste aperte in centro dopo la chiusura del supercinema 70 e del Capitol. Il Corso e l’Eden, che sorgono in locali di proprietà della Curia, ma sono gestiti dall’associazione culturale Cinetea, versano in una situazione complicata.
I gestori stanno facendo il possibile per resistere all’esborso di somme esponenziali del dopo terremoto e della manutenzione, ma non sanno per quanto tempo ancora potranno farvi fronte. Per questo, si auspica che la Fondazione Cassa di Risparmio, che ha finanziato gli edifici dove sorgono i cinema, possa dare un contributo anche per l’attività specifica che si svolge in sala.
«La situazione è certamente complicata, noi stiamo facendo il possibile per resistere, ma non so per quanto ancora sarà possibile: stiamo già resistendo da molto… – spiega Pietro Mazzotta, direttore di Cinetea – Noi abbiamo scommesso su Carpi e sul suo centro: abbiamo investito somme esorbitanti, che si aggirano sui 750mila euro per Corso ed Eden al fine di realizzare interventi quali ristrutturazione e digitalizzazione. Abbiamo sostenuto costi per i danni provocati dal terremoto in attesa che arrivassero i contributi regionali: il Corso è stato chiuso per un po’ e sono stati necessari quattro mesi di cantiere, ed anche durante tutto il 2013 il pubblico ha fatto fatica a ritornare nei due cinema nella zona rossa. I contributi, poi, sono arrivati nelle nostre casse soltanto un mese e mezzo fa… Tutto questo si inserisce in un contesto di crisi nazionale del mondo del cinema, in particolare delle mono sala che quest’anno, a livello italiano, hanno registrato il meno 35%. Noi continuiamo a credere nel centro di Carpi, ma ci serve una mano. La nostra parte l’abbiamo fatta, ora, per migliorare la nostra situazione, dovrebbe intervenire un importante istituto come la Fondazione Crc, da sempre impegnata nel sostegno della cultura. Speriamo che tale ente prenda in considerazione il problema: più volte abbiamo proposto loro un potenziamento dell’attività, ad esempio all’Eden, puntando sul culturale e rassegne d’essai. Finora, non è arrivata la risposta. Sarebbe importante ricevere un segnale d’interesse nel fare proseguire la vita dei cinema: considerato, inoltre, che le sale dove si trovano sono vincolate e non può essere modificata la destinazione d’uso… Per quanto riguarda gli affitti, sono giornate di trattativa con la proprietà perché ci venga incontro e ci accordi un canone calmierato rispetto alla situazione di mercato», conclude Mazzotta.
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